A scuola di Regime

CALENDARIO SCOLASTICO E FREQUENZA DEGLI ALLIEVI

            Dai registri degli insegnanti emerge un calendario scolastico abbastanza rigoroso, decisamente più breve di quello attualmente in vigore. L’anno scolastico iniziava infatti tradizionalmente il 16 di ottobre e terminava nei primi giorni di giugno; solo gli esami di terza si protraevano fino alla terza settimana del mese. Due le interruzioni, come avviene tuttora, a Natale e Pasqua.

            Al di là del calendario va però osservato che neanche il Regime, con tutti i suoi strumenti coercitivi, riuscì fino in fondo nell’intento di imporre l’obbligo scolastico. Le assenze all’inizio dell’anno, connesse all’impiego di manodopera infantile nei lavori di campagna, erano una prassi ricorrente che finì anzi per intensificarsi negli anni della guerra. Un problema questo ben segnalato dalle insegnanti:

I° giorno di scuola. Un terzo degli alunni iscritti non sono presenti.(1939)

21 Ottobre […] E' strano che nei paesi agricoli, come questo, si dia poca importanza alla scuola. Non è raro il caso di genitori che mandino i ragazzi a scuola soltanto quando non san più che farsene a casa; per questi la scuola è un comodo rifugio per l'inverno, così per levarsi "un fastidio dai piedi", si sente dire. […]

24 Ottobre Ancora non ho la scuola al completo […]

8 Novembre. Visita dell'ufficiale sanitario. Dopo ripetuti richiami ho ricordato oggi nuovamente alle famiglie di […] il loro obbligo di mandarli a scuola. Dopo di che non mi resta altro che segnalare il caso alle autorità per i provvedimenti opportuni. (1940)

23 Febbraio. Mi sforzo in tutti i modi di avvicinare le mamme, di affiatarmi perché l'opera loro svolta nelle case possa coadiuvare la mia; ma noto che la preoccupazione maggiore per le madri non è che il ragazzo impari ma semplicemente che sia promosso. E allora avviene che qualche volta sembri di parlar arabo con loro.(1941)

            Alle assenze di inizio anno scolastico si aggiungevano poi quelle invernali, legate ovviamente alle malattie infettive infantili e, nel caso degli abitanti delle borgate, ai precari collegamenti tra queste e il capoluogo:

16 Gennaio. Noto che le assenze incominciano ad essere un po’ troppo numerose. Certo ne è causa anche il brutto tempo che impedisce ai più lontani di venire. E’ il periodo delle tossi e dei raffreddori tanto che a qualcuno consiglio io stessa e persuado a rimanere a casa qualche giorno. (1940)

12 Novembre. […] Oggi piove dirottamente: l'aula è scura e fredda; mancano sette alunni abitanti nella campagna perché non hanno zoccoli.

14 Novembre. Mancano 10 scolari perché piove dirottamente.

15 Febbraio. Nevica a larghe falde. Mancano tutti i bambini della campagna. Devo fare una sosta, ma non inutile, perché faccio lezione occasionale sulla necessità di ridurre il consumo dell'energia elettrica.

26 Febbraio. Secondo il solito, quando piove i fanciulli della campagna, specie frazione Boschi e Sordello, se ne stanno a casa, perché dicono che le strade sono impraticabili.

28 Aprile. Mancano alla scuola otto scolari, sono andati alla fiera di Pinerolo e quelli lontani se ne stanno a casa perché piove. […] (1941-42)

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