I VALDESI - LA STORIA

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Le Chiese valdesi sono le più antiche Chiese protestanti presenti nel nostro paese. Dal 1979 esse sono integrate in un unico Sinodo con le chiese Metodiste. Un po’ meno della metà dei valdesi italiani sono concentrati in una piccola regione alpina detta "Valli Valdesi" che converge su Pinerolo dove in alcuni comuni essi costituiscono la maggioranza. Il resto dei valdesi è sparso in tutta Italia, concentrato in genere in città grandi e medie, ma con significative presenze in piccoli centri del sud. Con le loro Chiese, le Istituzioni culturali, pubblicazioni, tradizioni storiche e legami internazionali i valdesi costituiscono in Italia una realtà ben caratterizzata con un forte senso della propria identità e svolgono nel Paese una funzione che va al di là del numero non rilevante dei suoi fedeli, proponendosi come scopo essenziale l ‘annuncio dell ‘evangelo di Gesù Cristo.
La chiesa valdese non è una chiesa soltanto italiana. Le sue vicende storiche e l ‘intensa emigrazione le hanno dato nei secoli un volto internazionale. Attualmente essa è strutturata così: con un Sinodo che si riunisce in 2 sessioni; una per la zona europea (sostanzialmente l ‘Italia più alcune comunità svizzere del cantone italiano) e per la zona rioplatense (Uruguay e Argentina). I valdesi sudamericani sono oltre 15000. Il sistema di governo della chiesa valdese è di tipo rappresentativo-sinodale. I Sinodi (formati da pastori e laici in uguale numero) si riuniscono annualmente e danno alle rispettive amministrazioni (la Tavola Valdese a Torre Pellice, per la zona europea e la Mesa Valdense per quella rioplatense) dei mandati vincolanti. Ogni sessione sinodale è competente per la direzione della vita ecclesiastica nella propria zona. Per tutte le questioni di formulazione della fede, di disciplina generale, di rapporti con gli Stati e di ecumenismo occorre una decisione conforme delle due sessioni.
I Valdesi professano la fede evangelica come è stata formulata dalla Riforma del XVI secolo particolarmente nella sua forma calvinista o riformata in senso proprio. Il suo documento fondamentale è la Confessione di Fede detta del 1655. Al centro della propria vita religiosa ed ecclesiastica i Valdesi pongono la Bibbia, che viene letta e interpretata come "Parola di Dio" senza rifiutare l’apporto della critica biblica e le ricerche storiche e teologiche; essi rifiutano di conseguenza ogni forma di ministero sacerdotale e di gerarchia personale. In linea di principio i pastori, non si distinguono dai laici se non perché essi svolgono con regolarità e con un riconoscimento specifico i compiti di predicazione e amministrazione dei Sacramenti.
Il nome valdese deriva da Pietro Valdo,personaggio del Medioevo, mercante di Lione morto attorno al 1215. Costui vendette intorno al 1170, dopo una crisi di coscienza, i suoi beni e si mise a predicare l’Evangelo ai suoi concittadini come più tardi fece Francesco d’Assisi.
Il suo ideale era far partecipare tutti alla conoscenza della fede cristiana, come avevano fatto i primi Apostoli di Gesù.
Fu l’iniziatore di un movimento pauperistico laico chiamato i "Poveri di Lione" formato da piccole comunità che fondavano la loro fede ispirandosi al Sermone sul monte e sulle sue esigenze fondamentali : rifiuto della violenza, del giuramento, dei compromessi della Chiesa col potere politico; costrette quindi a causa della forte repressione, a condurre una vita clandestina cercando anche di sfuggire alle persecuzioni, stragi, processi da parte dell’Inquisizione e tentativi di sterminio a cui il movimento era soggetto in Italia e in Europa durante il XVI secolo.
Quando la Riforma protestante si presentò in Europa con la proposta di rinnovare la Chiesa cristiana con il ritorno al solo Vangelo, i Valdesi sopravvissuti nelle valli del Pinerolese aderirono a questo progetto diventando "Protestanti". Questa decisione venne presa in occasione di un’assemblea a Chanforan, in Val d’Angrogna, nel 1532 . Le Valli valdesi divennero così uno dei centri di predicazione protestante in Piemonte. Qui si costituirono (1555) Chiese riformate con edifici, Pastori, nuove forme di Culto e di organizzazione.
All’epoca della Controriforma, però, e cioè durante il XVI e XVII secolo, vennero organizzate crociate e spedizioni militari contro quelle Chiese; vennero distrutte le colonie Valdesi di Calabria e del Sud della Francia (Guardia Piemontese e Luberon). Solo in Piemonte, dopo un vittorioso scontro con il Duca di Savoia, i Valdesi ottennero nel 1561 il diritto di abitare nelle loro Valli e professare il loro Culto (Pace di Cavour). Quasi distrutti nel 1655 da un massacro, che prese il nome di Pasque piemontesi, furono salvati in extremis dall’intervento dell’Inghilterra.
Nel 1686 furono nuovamente oggetto di repressioni e soltanto poche migliaia si salvarono in Svizzera. Rientrarono tre anni più tardi sotto la guida di Enrico Arnaud (Pastore Valdese più in vista e molto attivo nel collegamento tra gli esuli) attraversando le Alpi, con una marcia leggendaria. Gli episodi fondamentali della marcia forzata attraverso le Alpi, che in dieci giorni portò i Valdesi dal Lago di Ginevra alle Valli natie, furono la battaglia notturna presso il Ponte di Salbertrand, in Val di Susa, il Culto tenuto dal Pastore Arnaud nel Tempio di Prali ed il patto di fedeltà al Signore e di unione tra gli uomini della spedizione, pronunciato a Sibaud , in Val Pellice.
Il 4 marzo del 1848 con lo Statuto Albertino e le lettere patenti (Carlo Alberto) furono a loro riconosciute le libertà civili, politiche ed ecclesiastiche.

Data che tutt’oggi i Valdesi ricordano e festeggiano il 17 febbraio con falò, cortei e pranzi tradizionali.
Da allora essi diventarono una delle componenti del mondo evangelico italiano, con una forte carica missionaria che li vide diffondersi in tutto il Paese, in parte per emigrazione, in parte per l’adesione di elyte risorgimentali e cattoliche e di gruppi operai e contadini. Nel 1967 l’accesso al Pastorato fu aperto alle donne. Il processo di integrazione con le Chiese Metodiste, in corso da alcuni decenni e conclusosi con il Patto di Integrazione del 1975 e il Sinodo unico del 1979, ha dato alla nuova realtà unita, una maggiore incidenza nella vita del Paese.
Alle Chiese Valdesi e Metodiste fa capo una popolazione complessiva di circa 32.000 persone, distribuita in 90 Chiese locali(di cui 4 in Svizzera) più circa 40 Gruppi minori, suddivisa in 4 distretti, ciascuno con una propria conferenza annuale e propri organi esecutivi. Le amministrazioni ecclesiastiche, gestiscono, a nome delle Chiese Valdesi e Metodiste, un certo numero di istituzioni culturali, educative e di assistenza : una Facoltà di Teologia a Roma per la formazione dei Pastori, una Casa Editrice, la Claudiana di Torino, un proprio settimanale con le due testate "Eco delle Valli" e "Riforma". Inoltre, un Liceo Ginnasio, il Collegio Valdese di Torre Pellice; un Centro con diversi tipi di attività scolastiche a Palermo, (La Noce); un Centro di attività sociali agricole e tecnico-artigianali a Riesi (Caltanisetta), tre Ospedali (ad es. l’Ospedale Valdese di Pomaretto) e altri Istituti assistenziali; il Centro Jacopo Lombardini a Cinisello Balsamo (Milano) ed il Centro Ecumenico di Agape (Prali).
La Chiesa Valdese ha stretti legami di collaborazione con le altre Chiese Evangeliche in Italia e nel mondo. E’ fra i fondatori del Consigli Ecumenico delle Chiese (Amsterdam 1948) e della Federazione delle Chiese in Italia 1967, è membro dell’Alleanza Riformata Mondiale e della Comunità Evangelica di Azione Apostolica (CEVAA) e intrattiene stretti legami con le Chiese protestanti in Germania, Francia, Inghilterra e Stati Uniti.
                                                                                                                                        Valentina Laggiard

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