LA SECONDA GUERRA MONDIALE

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DA: "1922-1945 sintesi storica e documenti del fascismo e dell’antifascismo italiano."
AUTORI: Francesco Chicco e Gigi Livio
EDIZIONE: Paravia

BREVE RIASSUNTO

L’AVVENTO DEL FASCISMO (1919-1925)

Dopo che l’Italia era uscita dal primo conflitto mondiale (era in una situazione economica disastrosa), si parlò di una vittoria "mutilata" perché non tutte le terre, che erano state stabilite nel patto di Londra, che prevedeva che fossero assegnate all’Italia Trentino e Alto Adige, Trieste e l’Istria, la Dalmazia settentrionale, Fiume esclusa ma le sue isole e Valona le furono assegnate. Inoltre prevedeva notevole influenza sulle colonie italiane (Albania e in Asia Minore) e nuove colonie a danno dell’impero tedesco.
Questo avvenne solo parzialmente infatti si parlò di una vittoria "mutilata" gli italiani di giorno in giorno erano sempre più scontenti.
A Parigi (Conferenza) da parte dell’Italia ci fu una sconfitta diplomatica a causa della vecchia democrazia liberale: da sinistra i socialisti parlano confusamente di una rivoluzione mentre da destra i nazionalisti e i fascisti dichiarano che l’unica soluzione è quella di dare il governo ad un uomo forte che sappia risolvere la crisi interna e esterna.
Nel marzo del 1919, Benito Mussolini fonda il fascismo, solo inizialmente come movimento che raccoglieva gli scontenti di destra e sinistra (diventerà partito nel ‘21).
L’Italia crede di aver risolto la questione fiumana (D’Annunzio aveva occupato Fiume).
Intanto il partito fascista inizia con le sue azioni violente contro gli oppositori e nel 1922 Mussolini dichiarò la "marcia su Roma" e divenne primo ministro (il ministero non era solo formato da fascisti ma anche dal Partito Liberale e di quello Popolare). Mussolini per due anni diciamo che si "calmò" con le violenze, riprese però nel ‘22 (con l’uccisione di Matteotti e l’esilio ed il carcere per vari oppositori).
Nel ‘21 ci fu uno dei più importanti eventi storici: il congresso di Livorno. In questo congresso fu accertato che la classe operaia italiana aveva la capacità di esprimere dalle sue file un partito autonomo di classe e fu anche accertato che le esperienze di 4 anni di guerra imperialista e di 2 anni di agonia delle forze produttive mondiali hanno valso a rendere consapevole la classe operaia della sua missione storica: ci fu una scissione nel Partito Socialista che diede origine al Partito Comunista.
Intanto i fascisti appoggiati dall’esercito (e anche in buona parte dal governo) continuavano le loro azioni.
Il fascismo prese il potere, il Re Vittorio Emanuele III gli diede in mano il governo e quindi il fascismo prese piede in Italia come il nazismo in Germania.
Dopo 2 anni che il fascismo era al potere e che Mussolini aveva superato la crisi, dopo l’assassinio di Matteotti col discorso del 3 gennaio 1925, instaurò definitivamente la dittatura abolendo successivamente il parlamento e i diritti pubblici (di stampa, pensiero ecc...).
Più di prima le violenze erano presenti e Mussolini fa in modo che il governo sia tutto dalla sua parte (stato con unico partito).
Il duce dichiarava che il fascismo era un governo di "potenza e d’imperio" e aggiunse inoltre che gli altri partiti erano illegali.
Intanto il cattolicesimo era, diciamo, in un’intesa cordiale con i fascisti però allo stesso tempo diciamo di no. Infatti Mussolini voleva creare nelle scuole un insegnamento che servisse a lui per le future leve. La chiesa invece non era molto d’accordo, infatti dovettero ottenere un accordo.
Ci fu infatti un accordo: Mussolini dichiarò che la religione Cattolica era obbligatoria da insegnare a scuola (riforma Gentile). Oltre a questa legge emise molte altre leggi tutte a suo favore, ad esempio quelle di accentuare il carattere autoritario dello stato e di conseguenza di consolidare il suo potere.
Mussolini dichiarò inoltre che in Italia non dovevano esistere minoranze etniche e iniziò così la persecuzione degli slavi, francesi, ecc...
Nel 1930 un americano, Michele Schirru, giunto in Italia nel 1930 con l’intenzione di uccidere Mussolini, venne ucciso perché alcuni "informatori" di Mussolini avevano avvisato la polizia italiana che prese precauzioni in tempo, lo arrestò e poi venne fucilato dopo un interrogatorio.

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IL NAZISMO

Nel dopo guerra si può dire che la situazione in Germania era simile a quella dell’Italia; in tutti e due gli stati c’era una crisi economica e sociale e la Germania volle revisionarsi senza tener conto più di tanto del trattato di Versailles.
Hitler, nato nel 1889, aveva tentato di fare il pittore ma non ebbe successo. Si diede alla politica e nel giro di pochi anni formò un partito (Partito Nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, sigla NSDAP); questo mise in evidenza le grandi capacità organizzative del tedesco e il piccolo partito divenne un movimento di massa.
Nel gennaio del 1920, enunciò i 25 punti del suo programma politico (antimarxismo), un governo forte e potente che avrebbe portato la Germania ad essere un impero perfetto, i cittadini vennero forse presi un po’ troppo dalle considerazioni che Hitler faceva e poco per volta lo appoggiarono.
Hitler come Mussolini perseguitava gli oppositori e li incarcerava, (i primi campi di concentramento vengono aperti).
Hindemburg chiamò Hitler al potere ed egli prese subito le redini del governo e tolse subito le illusioni di "pacificazione democratica"; iniziò intanto a bonificare l’economia tedesca finanziandola.
Intanto il governo tedesco formato da praticamente solo collaboratori tedeschi indisse un’assemblea perché un giovane ebreo aveva ucciso il consigliere Ernstrom Rath in segno di protesta e, dopo questa assemblea, le violenze si intensificarono con la distruzione di sinagoghe, negozi ebrei, ecc...
Le SS (Schutz-Staffeln, in italiano "squadre di protezione") vennero istituite nel 1923 e sciolte subito il 9 settembre 1923. Il partito e le stesse SS vennero riorganizzati nel 1925 (erano solo uomini fedelissimi al Fürher, e addestrati) che furono poi i responsabili di stragi e stermini durante tutta la durata di Hiltler al governo.
Anche in Germania l’istruzione veniva fin dall’inizio fatta per educare i ragazzini al giocar con le armi e al concetto che il duce era come un dio. Inoltre il dittatore, (1936), dichiarò che la Germania in quattro anni doveva essere economicamente e militarmente in grado di poter affrontare una guerra.

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QUADRO GENERALE PRIMA DELL’INIZIO DEL CONFLITTO

Dopo che il nazismo e il fascismo avevano preso piede rispettivamente in Germania e Italia e che la maggioranza dei cittadini appoggiavano il regime i due dittatori iniziarono a colonizzare le terre nel continente nero. L’Italia conquista una piccola parte di terreno in Africa (l’Etiopia) il 5 maggio del 1934 e darà via all’impero che si svolgerà con una guerra parallela a quella tedesca.
Le due nazioni che volevano aumentare il consenso del popolo fecero bonificare paludi, costruire opere pubbliche e durante la guerra di Spagna mandarono truppe in aiuto di Franco.
Nel 1937 morirono dei grandi antifascisti che tentavano di contrastare il regime con discorsi (Carlo Rosselli in Spagna), dibattiti e manifestazioni. In quell’anno morirono i fratelli Rosselli e anche Antonio Gramsci in prigione da molti anni.
Dopo le prime conquiste (prova generale) i due imperi formano il "patto d’acciaio" il 22 maggio del 1939 che doveva durare dieci anni (dopo 6 anni si sciolse), questo patto diceva che c’era un aiuto reciproco tra le due potenze.

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