CAMPI DI CONCENTRAMENTO

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Prima di iniziare la relazione sull'universo concetrazionario sono opportuni alcuni chiarimenti che consentono di capire meglio quanto verrà esposto.

1. Himmler aveva come "vice" Heydric Reinhard; nel 1941 Himmler, ansioso di porre una certa distanza fra sè ed il suo ambizioso subordinato, ottenne da Hitler la nomina di Heydric a protettore del Reich per la Boemia e la Moravia, incarico che mise in luce la spietata arroganza e ferocia di costui il quale riuscì persino a persuadere migliaia di cechi ad arruolarsi nelle S.S. Il governo ceco in esilio a Londra, preoccupato dalla piega che prendevano gli avvenimenti, dopo averlo condannato a morte riuscì ad arruolare due volontari che partiti da Londra riuscirono a sparargli ed a buttare una bomba nella Mercedes che ogni mattina lo portava dalla sua sontuosa residenza nel castello di Jungfern all'ufficio di Praga. Himmler ed Hitler misero a disposizione i loro medici personali, ma tutto fu vano ed una settimana dopo Heydric morì. La reazione fu spietata: fu dato alle fiamme il villaggio di Lidice con il pretesto che i suoi abitanti avevano coperto la fuga degli assassini. Centonovantanove adulti maschi furono uccisi, centonovantuno donne furono inviate a Ravensbrüch, dove cinquanta di loro perirono. Dei novantotto bambini deportati in Germania ne sopravvissero venticinque. Ma non è questa atrocità il lascito più terribile di Heydric, perchè è proprio a lui, parzialmente ebreo e fanatico antisemita, che si attribuisce l'invenzione dei campi di sterminio ed in particolare l'invenzione dei sonderkommando, gruppi di giovani e robusti ebrei incaricati di bruciare i loro compatrioti e di seppellire le ceneri, per poi essere bruciati loro stessi quando fossero divenuti inservibili o per semplice capriccio S.S. Il 20 gennaio 1942 Heydric presiede a Berlino la conferenza di Wannsee nella quale si concordarono i particolari della "soluzione finale". In giugno, Himmler battezzò in suo onore " Aktion Reinhard" l'organizzazione che in Polonia gestiva i quattro campi di eliminazione.

Heydrik aveva un fratello ed un nipote, suo figlioccio, entrambi fedeli ai nazisti. Pochi giorni dopo il funerale, il comando delle S.S. consegnò al fratello un plico di documenti rinvenuti nella sua cassaforte. Nessuno saprà mai cosa essi contenessero, perchè il fratello rimase chiuso in camera sua per parecchie ore e quando ne uscì si sedette davanti alla stufa in cucina e li bruciò uno ad uno: alle domande della moglie che continuava a chiedergli cosa contenessero, immancabilmente rispondeva che solo alla fine della guerra ne avrebbe svelato il contenuto. Le illazioni su questo argomento non sono mancate: le più accreditate riferiscono che quei documenti contenevano annotazioni sui crimini che Hejdrich aveva compiuto e che si prefiggeva di compiere per la "soluzione finale"; fatto sta che il fratello da fedele nazista divenne attivo antinazista ed essendo giornalista, non esitò ad usare tutti i mezzi a sua disposizione per aiutare un gran numero di ebrei a lasciare la Germania. Verso la fine del'44, credendosi scoperto, si sparò lasciando una lettera d'addio al familiari.
Heyndrich , che è ricordato come DER HENKEN ( il boia) , aveva diviso i LAGER in tre categorie a seconda della rigorosità del sistema carcerario :

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2) Ogni qualvolta si parla di cifre si antepone o si pospone la parola: "circa" in quanto nessuno, penso, potrà mai dire una parola esatta sul numero delle vittime. I più recenti studi condotti da Wolfang Benz danno come EBREI trucidati dai NAZISTI il numero compreso tra il minimo di 6.264.000 ed il massimo di 6.604.000, ai quali sono da aggiungere le vittime tra i DEPORTATI POLITICI e gli ZINGARI. Ma al di fuori di questi studi, non si saprà mai la cifra esatta. Tipico è il caso di MAUTHAUSEN, ove l'ultimo numero di matricola 139.317 potrebbe trarre in inganno i più superficiali : infatti fino al 1942 (cioè per i primi 4 anni) i numeri di matricola dei morti venivano assegnati ai nuovi arrivi, mentre in considerazione dell'efficienza del binomio " CAMERA A GAS- CREMATORIO" arrivavano al campo continui trasporti di prigionieri da altri campi per essere ELIMINATI nel giro di un paio di giorni e quindi non venivano immatricolati. Si parla infatti di circa 200.000 deportati a Mauthausen, cifra che i francesi, ben più attivi di ogni altra nazionalità, stimano sia stata superata. Per quanto riguarda le vittime si va da un minimo di 130.000 ad un massimo di 150.000.

3) Nel corso dell'esposizione , si sentirà parlare del CASTELLO DI HARTHEIM, che necessita anch'esso di chiarimenti.
Era questo un istituto per bambini handicappati, assistiti da una congregazione di suore.
Nell'attuazione del programma di eutanasia i bambini furono i primi ad essere vittime del GENOCIDIO.
HITLER aveva enunciato la dichiarazione che sarà tradotta in decreto in coincidenza con lo scoppio della GUERRA ( 1/9/39) : esso riteneva appropriato che "la vita indegna dei malati di mente gravi, fosse eliminata con interventi che ne provocassero la morte". Non è un caso che si facessero coincidere i due avvenimenti. Si trova infatti nelle parole del direttore di questo programma, Dr. Pfannmuller la spiegazione: "E' per me intollerabile che il fiore della nostra gioventù debba perdere la vita al FRONTE perchè i deboli di mente e gli irresponsabili possano avere un'esistenza sicura negli istituti psichiatrici."
Il passo fu l'eutanasia di handicappati, gli ESPERIMENTI pseudo-biologici ed il " CAMPO DI ELIMINAZIONE" fu molto breve. Il castello di Hartheim, dotato di CAMERA A GAS e CREMATORIO, divenne ben presto luogo di TORTURA e di morte e Mauthausen fu uno dei principali fornitori di materiale umano per le atrocità che avvenivano in quel campo : quasi ogni settimana la cosiddetta " corriera blu" (una corriera con i vetri dipinti di blu per nascondere quello che conteneva) arrivava a Mauthausen, per fare il suo carico di morituri. Si calcola che nel periodo compreso fra l'estate del '41 e quella del '43 ben 4.500 furono i DEPORTATI di Mauthausen e Gusen portati ad Hartheim per essere GASSATI.

La storiografia dei lager tedeschi, riserva non poche sorprese a chi voglia approfondire l'argomento. Si scopre ad esempio, che Mauthausen, campo di terza Cat. destinato ai soggetti irrecuperabili e particolarmente pericolosi secondo la classificazione di HEYDRICH REINHARD detto DER HENKER (il boia) collaboratore di HIMMLER alla Gestapo, condannato a morte dai partigiani cecoslovacchi per le atrocità commesse in Boemia e Moravia, non era un campo di sterminio come si è sempre creduto, bensì un campo di lavoro. E sin qui non ci sarebbe nulla di strano se i sostenitori di questa tesi aggiungessero che l'eliminazione dell'individuo avveniva proprio attraverso il lavoro; ma la sorpresa più sensazionale si ha quando, proseguendo nell'indagine conoscitiva, si scopre che a Mauthausen sono passati 200 mila deportati (dati forniti dai tedeschi ed eventualmente errati per difetto e non già per eccesso ) e di costoro ben 150 mila sono morti; ed allora classificare di " LAVORO " un lager dove è morto il 75% dei deportati, dove esisteva la camera a gas e il crematorio, dove era stato allestito il blocco della morte per uccisione nel modo più barbaro e disumano di migliaia di ufficiali, prigionieri di guerra, Russi, partigiani slavi, paracadutisti americani; dove esisteva la camera di tortura e quella per il colpo alla nuca per il divertimento delle SS, mi pare cosa offensiva per vivi e morti, a meno che non si voglia giocare sulla debolezza della memoria umana per farci credere, a distanza di anni, cose che il buon senso rifiuta di ammettere. Ragion per cui di portare una mia testimonianza sul lager di Mauthausen mi pare opportuno soffermarmi sul PERCHE' e sul COME sono nati dei campi di CONCENTRAMENTO Tedeschi.

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E’ ormai ammesso da tutti gli storici che i lager sono stati una delle istituzioni cardine del nazismo e questo per vari validi motivi, alcuni dei quali vado ora ad illustrare:
1) perchè quasi ovunque c'era una cava di pietre, una fornace per laterizi, un cementificio, lì era stato allestito un campo di concentramento per lo sfruttamento intensivo della cosiddetta "razza concentrazionaria", razza che praticamente non costava nulla (salvo scodella di acqua e rape a mezzogiorno e i 20g di margarina e i 50g di pane alla sera) e il cui ricambio era assicurato dal continuo arrivo di deportati da ogni parte d'Europa.
2) Perchè ovunque v'era una fabbrica di interesse bellico o nazionale, lì era stato allestito un lager per la fornitura della mano d'opera all'azienda, mano d'opera che aveva consentito alle donne tedesche per dignità razziale, di rimanere a casa ad allevare la nuove generazioni di giovani razzialmente puri, coloro che in futuro avrebbero dovuto governare l'Europa divenuta Nazista.
3) Perchè dalla fine del '42, decine e decine di migliaia di prigionieri furono adibiti allo scavo di ciclopiche gallerie; gallerie che dovevano dare rifugio alle industrie belliche continuamente sottoposte ai bombardamenti alleati, lavoro, questo, che procurò un numero impressionante di morti, sia per la gravosità del lavoro articolato in turni di 12 ore, in assenza di nutrizione adeguata, sia perché i prigionieri erano obbligati dai manganelli dei kapos ad entrare nelle gallerie non appena gli artificieri avevano fatto brillare le mine e nel polverone asfissiante iniziare lo sgombero delle macerie motivo questo che procurò un'elevata mortalità per T.B.C. e silicosi.
4) Perchè tutti questi lavori, la vendita la vendita alle imprese dei prodotti per l'edilizia, la fornitura alle aziende della mano d'opera pagati 3 marchi al giorno per i manovali e 4 marchi per gli specialisti; l'affitto alle industrie delle gallerie, hanno procurato al Comando delle S.S. incassi miliardari, miliardi che aggiunti alle rapine perpetrate in tutta Europa sono andati a costituire il cosiddetto "TESORO DELLE S.S."; Tesoro gestito, per ordine di Hitler, in prima persona da Rudolf Hess sino alla fuga di costui in Inghilterra e successivamente da quel criminale di Martin Bormann, l'alter ego di Hitler, del quale si perdono le tracce a fine aprile '45 nel corso della battaglia di Berlino, tant'è che tutti lo davano per disperso in tale occasione, mentre invece, pare ormai certo per numerose, attendibili testimonianze, era arrivato in Inghilterra, tratto in salvo da agenti dell'Intelligence Service, la quale sperava di mettere le mani sui conti cifrati svizzeri di cui Bormann era l'unico depositario.
5) Perchè la C.R.I. ha scoperto e censito ben 1226 campi principali (Dachau, Buckenvald ecc...), 1011 campi dipendenti da uno dei campi principali, ma non per questo meno importanti (aveva alle sue dipendenze ben 49 campi fra i quali Gusen1, Gusen2, Melk con 10500 prigionieri e Ebensee con 18000 prigionieri) per un totale di 2237 campi che confermano quanto asserito all'inizio, che cioè i lager sono stati uno dei cardini che ha sostenuto il regime nazista, mentre smentisce quello che sinora si è voluto far credere, che cioè il popolo tedesco fosse all'oscuro dell'esistenza dei lager, dato che 2237 campi con un movimento di milioni di prigionieri non penso potesse sfuggire all'attenzione delle persone anche più disattente.

Oltre questi la C.R. ha scoperto 114 campi esclusivi di eliminazione, campi nei quali non esisteva alcuna attrezzatura di rifugio perchè chi vi era rinchiuso, nel giro di pochi giorni doveva essere fucilato o gassato, dove esistevano le camere a gas. Uno di questi campi fu allestito ai confini di Mauthausen nel settembre' 44 e chi vi parla fu comandato a questo lavoro con una altra ventina di prigionieri. Si dovevano scavare , con la sola pala , le buche per i pali di recinzione, costituita da fili spinati e rete metallica . All'interno non fu costruita nessuna attrezzatura di rifugio: un abbeveratoio per l'acqua ed una fossa per necessità fisiologiche furono le uniche cose all'interno di questo recinto. Questo campo accolse dall'autunno '44 i prigionieri sfollati dai campi dell'est man mano che i russi procedevano nella loro avanzata. Questo campo, la notte fra il 5 e il 6 aprile '45 esattamente un mese prima della liberazione venne bombardato: due violente esplosioni fecero tremare le baracche ove dormivamo. Il timore che fosse giunta l'ora della soluzione finale, ci fece rimanere senza fiato. Non successe altro: gli altoparlanti diffusero l'avvertimento che chiunque fosse stato trovato alle finestre sarebbe stato immediatamente fucilato. Finalmente al mattino le prime notizie, successivamente confermate dai comandi esterni che rientravano da lavoro: un’altra carneficina era stata compiuta; dei poveri cristi decimati da un barbaro. Nel trasferimento dai campi dell'est avevano trovato morte altrettanto barbara, in un campo dove credevano di aver trovato rifugio.

Oltre a questo esisteva alle dipendenze di Mauthausen un altro campo di eliminazione, sistemato nel castello di Hartheim: uno dei sei centri di eliminazione scientifica allestiti in Gusen per volere di Hitler. Era questi un centro di pseudo-sperimentazione genetica nel quale l'eliminazione avveniva con metodi che nulla avevano in comune coi principi medici. Il centro era circondato dal più rigoroso segreto e il materiale umano che era fornito da Mathausen quasi tutte le settimane la cosi detta "corriera blu". Arrivava a Mathausen per fare il suo carico di morte, in tale occasione il timore di essere tra i prescelti ci faceva una giornata di cupa tensione. Il 28/2/33, subito dopo la vittoria elettorale del nazismo e l'incendio del Reistang, viene introdotta con la soppressione delle norme costituzionali che garantiscono la libertà civile, la carcerazione preventiva, detta anche custodia protettiva che consente l'internamento senza processo da parte della polizia di stato, di tutti gli avversari politici. Intanto il 21/3/33, l’allora capo della polizia di Monaco, HIMMLER, istituisce nelle vicinanze di DACHAU il primo campo di CONCENTRAMENTO statale, che sarà considerato come MODELLO per tutti i campi che seguiranno.

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Dachau - entrata                                             Dachau - baracche                                     Dachau - piazzale

I primi prigionieri di LAGER sono quindi dei cittadini tedeschi, per i quali il decreto di custodia protettiva parlava di "rieducazione". In realtà, sin dall’inizio, questa concezione coesiste con un’idea totalmente opposta che affonda le sue radici nel mito della razza: secondo i teorici dell’IDEOLOGIA NAZISTA la massa degli internati formerebbe la cosiddetta "ANTIRAZZA CONCENTRAZIONARIA" costituita da individui razzialmente tarati e quindi inadatti ad essere reintegrati nel corpo sociale. Tipici rappresentanti di questa antirazza sono considerati gli EBREI ai quali verranno via via assimilati gli oppositori politici, i criminali di diritto comune, i cosiddetti asociali ( truffatori, mendicanti, prostitute, assenteisti sul lavoro), gli zingari, gli omosessuali, gli obiettori di coscienza, considerati tutti nemici della nazione tedesca e quindi privi di quella "purezza razziale" che deve caratterizzare la superiorità germanica. Alla luce di questi principi sono da RICONSIDERARE le cosiddette finalità educative dei LAGER in quanto l’appartenenza all’antirazza è per l’ideologia nazista una specie di seconda natura e quindi l’unico insegnamento possibile per i prigionieri è far capire la loro condizione di " sotto-uomini" ( UNTERMENSCHEN) e l’unica soluzione è quella di usare violenza contro di loro. In parole povere i Lager devono servire come luoghi di ADDESTRAMENTO PER I MEMBRI DELLA cosiddetta RAZZA SIGNORILE, cioè gli appartenenti al corpo delle S.S. affinchè a contatto con gli individui dell’antirazza si rendano coscienti della loro superiorità ed imparino ad esercitarla.

In genere gli storici distinguono tre fasi nella STORIA DEI LAGER NAZISTI :
- Una prima fase che va dal ’33 all’inizio della guerra : ha come obiettivo principale l’annientamento dell’opposizione politica interna e la persecuzione di tutto l’arco dei devianti sociali e razziali. Regime durissimo, esecuzioni sommarie, lavoro forzato sia produttivo che puramente punitivo. Nascono in questo periodo, per citare i soli campi più noti, SACHSENHAUSEN, ’36; BUCHENWALD, ’37 ; MAUTHAUSEN, ’38; FLOSSEMBURG e RAVENSBRUCK, ’39; GROSS ROSEN, ’40.
- Una seconda fase che inizia con l’invasione della Polonia 1/9/39 e vede come obiettivo principale e centrale lo sterminio di massa degli ebrei e zingari e la distruzione della classe dirigente polacca. Non occorre ricordare come la persecuzione degli ebrei fosse iniziata ben prima e soprattutto dopo il ’38 nei Lager fossero internati e sottoposti a regime durissimo decine di migliaia di ebrei; ma con il 1941 e la cosiddetta "SOLUZIONE FINALE del problema ebraico" il massacro diventa sistematico e, dopo una prima fase caratterizzata dalle fucilazioni in massa nelle zone dell’est, si attua lo STERMINIO nei 6 campi appositamente creati in territorio polacco : CHELMNO, BELZEC, SOBIBOR, TREBLINCA, AUSCHWITZ-BIRKENAU e MAIDANEC.

I primi quattro, distrutti dalle S.S. entro il '43, sono concepiti esclusivamente per lo sterminio immediato, tant'è che non possiedono alcuna struttura per il ricovero dei prigionieri. La terza fase inizia nei primi mesi del'42.Le autorità naziste decidono di concentrare tutti gli sforzi nella produzione bellica, destinando ad attività redditizie tutti i prigionieri, compresi gli ebrei giudicati utilizzabili. Sarebbe però totalmente fuorviante pensare che cessino le stragi di massa : sulle rampe della stazione ferroviaria di A. iniziano le selezioni all'arrivo dei convogli, selezioni che immettono nel campo una minoranza destinata al lavoro forzato mentre anziani, donne e bambini continuano a essere avviati direttamente alle camere a gas. Lo sfruttamento del lavoro del ANTIRAZZA diventa ora, con la crisi dell'espansione militare, assolutamente prioritario: le autorità naziste cominciano a parlare di "eliminazione per mezzo del lavoro", mentre i lager si trasformano in gigantesche imprese produttive con il coinvolgimento diretto e massiccio della grande industria tedesca.
E qui compare l’altra feroce faccia del crimine nazista: l’obiettivo finale rimane sempre l’eliminazione fisica attuata con un regime di vita impossibile e insostenibile, con esecuzioni sommarie e con l’invio nelle camere a gas, ma i prigionieri dovranno PRIMA fornire TUTTE le loro energie, sino al loro completo esaurimento, per lo sforzo bellico della Germania nazista.
Chi si reca a visitare il Museo Storico sul fenomeno della deportazione , allestito in quello che fu il campo di DACHAU, si trova di fronte nella prima sala, ad un grande pannello bianco su cui sta scritto : " PRIMA SI BRUCIANO I LIBRI E POI SI BRUCIANO GLI UOMINI". Queste parole del poeta ebreo tedesco : Heinrich Heine, morto a Parigi nel 1856, riportate anche da Primo Levi nella epigrafe dettata per la lapide a ricordo dei caduti di Auschwitz, introducono il visitatore in un’atmosfera di crudo realismo, atmosfera che lo accompagnerà per tutta la durata della visita. Ma quello che più sconcerta è che quelle parole suonano quasi come un triste presagio per la catastrofe che si abbatterà sulla Germania e sull’intera Europa quasi cent’anni dopo.
Ed è appunto da Dachau che nell’agosto ’38 vengono dirottati a Mauthausen 300 deportati per iniziarvi la costruzione del campo. Himmler non ha perso tempo: Dachau nasce all’indomani dell’incendio del Reichstag; Mauthausen nasce all’indomani dell’annessione dell’Austria alla Germania. ( 13/3/38).

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MAUTHAUSEN è un piccolo paese dell’Austria danubiana, talmente piccolo da non essere neppure riportato dalle carte geografiche di allora, e tale sarebbe probabilmente rimasto se non fosse che l’unica strada che l’attraversava, dopo un breve tratto in riva al Danubio, sale sulla collina e dopo circa 1 Km. Sbocca su un vasto pianoro ove compaiono le mura di quello che è stato uno dei più temuti campi della Germania nazista, temuto al punto di far dire dal Proc. Gen. Della Corte di NORIMBERGA, quando si giudicò "postumo" il comandante Col. Zieries, essere costui uno dei più feroci criminali assassini che la storia ricordi ( il BOIA di MAUTHAUSEN), mentre il figlio, in una dichiarazione ufficiale, ha dichiarato :" mio padre il giorno del mio sedicesimo compleanno, fece "allineare" davanti a noi quaranta deportati; egli mi armò di revolver e dovetti ucciderli uno dopo l’altro, perché "dovevo imparare a sparare su bersagli viventi".
Su quella strada sono saliti al campo più di 200.000 deportati provenienti da ogni parte d’Europa, che poi l’hanno ridiscesa per essere avviati ai campi satelliti, per andare a costruire ciclopiche gallerie quale RIFUGI per le industrie belliche tedesche, per andare a rimuovere macerie, per costruire strade, per disinnescare bombe. Quella strada costeggiava per un breve tratto il bordo superiore della CAVA e chi vi transitava si riteneva fortunato di non esservi destinato perché lì la sopravvivenza era di poche settimane per il massacrante lavoro : di mazza e piccone per spaccare i blocchi di granito che poi altri deportati portavano alla superficie su per i 186 gradini della SCALA e lungo la strada per arrivare alla ferrovia. Lì si moriva per mano di quel criminale KAPO’, un assassino di Amburgo, chiamato appunto : " Hans, l’assassino", specializzato a spaccare la testa ai prigionieri con un sol colpo di bastone; lì si moriva quando le S.S. in vena di divertirsi, facevano il "gioco degli ometti" : piazzati in cima alla scala spingevano sulla colonna che saliva, carica di pietre, le prime file di prigionieri scommettendo sul numero dei morti che l’azione avrebbe provocato; lì si moriva quando l’S.S. piazzato sul tratto di strada che costeggiava il bordo della cava spingeva nel vuoto i prigionieri che vi transitavano, tant'è che tale scarpata prese il nome di " muro dei paracadutisti".
Ed è appunto per sfruttare la cava di granito di Mauthausen che viene costruito il campo nelle sue vicinanze.

Poco dopo l’occupazione dell’Austria ( 13/3/38), alti ufficiali delle S.S. e il capo della polizia (HIMMLER e POHL) si recano a Mauthausen e Gusen ad ispezionare le cave di granito e giudicare se la zona si presta per la costruzione di campi di concentramento; e già il 7 Aprile nel municipio di Vienna, proprietario delle cave, i delegati delle S.S. dichiarano di essere interessati all’acquisto o, in via subordinata, all’affitto, della zona per costruirvi campi di concentramento.
Per dare una forma legale all’affare, il 29/4 viene fondata a Berlino una società di proprietà delle SS, la DEST ( Deutsche Erd Und Steinwerke), la quale ottiene dapprima la concessione per lo sfruttamento delle cave, e, pochi mesi dopo, l’acquisto, per pochi soldi, in modo che, in Agosto, quando arrivano i 300 da Dachau, tutto è pronto per l’inizio dei lavori. Per i Campi di Concentramento furono scelte come riferimento le 4 cave di granito di Mauthausen e Gusen perché sotto la direzione di Albert Speer, architetto di regime e amico di Hitler, ( verrà nominato "ministro degli armamenti), numerose grandi città danubiane ed in particolare il suo capoluogo, LINZ, scelta da Hitler quale sede per la propria vecchiaia, avrebbero dovuto avere larga fama con enormi e pomposi edifici di rappresentanza.
Tra l'inverno '38 e l'autunno '43 escono da Mauthausen milioni di macigni squadrati, orli di marciapiedi , massi per fondamenta, migliaia di vagoni di ogni tipo di pietre, lastre, cubi di granito che fanno aumentare il giro di affari della DEST in modo impressionante tant'è che da documenti ritrovati nell'anno '43 era di 14.882.000 marchi. Basterebbe questo esempio per mostrare la doppia faccia dell'Organizzazione: CARDINE IDEOLOGICO DEL RAZZISMO, DELLO STATO TOTALITARIO, POTENZA POLITICO-MILITARE IN GRADO DI FAR TREMARE TUTTA L' EUROPA, MA ANCHE POTENZA ECONOMICA ATTENTA A SFRUTTARE QUALSIASI COSA PUR DI FAR SOLDI. Alla prima baracca che accoglie i 300 di Dachau se ne aggiungono ben presto altrettanti che nel '45 nel campo se ne conteranno 39, più 14 grandi tende per una capienza di 18/20 mila prigionieri. Fuori del campo sorgeranno palazzi Komandatur, una tenuta agricola, campi sportivi per le SS, case per ufficiali e sottuff. e le loro famiglie, baracche per i soldati: una città di 95 fra baracche edifici in muratura e tende.
Intanto Mauthausen diventa il centro di una complessa geografia di sottocampi da esso dipendenti tanto che alla fine se ne conteranno ben 49 di cui 6 di grande importanza sia come numero di prigionieri ( da 10 a 18.000 prigionieri) sia come ricovero di grandi industrie quali le fabbriche delle V 1 e V2 , Messersmit, Stayen ecc…
Di tutta questa tragica geografia ben poco è rimasto : una sistematica opera di cancellazione ha distrutto la possibilità di scrivere una storia documentata, dando esca ai soliti mestatori di contestare fatti e prove viventi dello sterminio.
La fretta di far tornare le cose allo stato normale ha avuto esiti paradossali e non c’è da stupirsi che SIMON WIESENTAL, grazie alla cui opera tanti criminali nazisti sono stati assicurati alla giustizia, abbia dovuto rintracciare l’ufficiale che ha arrestato ANNA FRANK, per dimostrare agli studenti di Linz che la storia di Anna Frank non era né una truffa propagandistica, né un’invenzione letteraria.
La fame, il freddo, il bastone, l’assalto dei cani, l’esposizione dei corpi nudi al rigore dell’inverno, la fatica, le iniezioni di benzina, di fenolo, di acido prussico, l’asfissia, la cremazione di vittime non ancora spirate, il lancio nei precipizi, la fustigazione, la decimazione in massa: tutto ciò che può essere concepito dalla follia omicida ha trovato nei lager nazisti il terreno per le esperienze più vaste e crudeli.
Ma questa orribile crudeltà non è stata il prodotto della follia : è stata il prodotto di una intelligenza perfida, astuta, criminale, raffinata.
Non è stato tanto il tormento della carne quanto quello dell’anima. Quel tormento che si esplica in mille forme, e che rode, che penetra e scava e dilacera non la carne ma lo spirito.
L’essere tornati in 100 anziché in 1000 o l’essere tornati in 1.000 anziché 10.000 conta per le statistiche. Per noi conta il fatto che i vivi e i morti sono stati ingiurati, vilipesi, angariati, nei sentimenti più sacri da una barbara torma di individui che intendevano instaurare in Europa un ordine nuovo.
16/10/43 Kappler a Roma pretende dagli ebrei del ghetto 50 Kg. di oro per essere esclusi dal trasferimento in Germania; ma poi ne farà partire per Auschwitz: 1.022 ( 244 bambini); la più anziana di 90 anni, il più giovane di 1 giorno.

NE TORNERANNO 16 !!!

SERGIO COALOVA

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