BONHOEFFER |
TITOLO: Bonhoeffer e la chiesa sotto il nazismo
AUTORE: Giorgio Tourn
EDITORE: Editrice Claudiana
LUOGO E ANNO DI PUBBLICAZIONE: Torino, 1965
GENERE LETTERARIO: storico
TRAMA: Dietrich Bonhoeffer era un credente profondamente legato alle
tradizioni e alla cultura del suo popolo ed impegnato nella storia della sua patria in
modo totale.
La sua famiglia era tipica della borghesia protestante tedesca: era un protestante
convinto, fu pastore come molti suoi avi. Profondamente tedesco nella sensibilità e nel
carattere, seppe giudicare con lucidità e amore i problemi della sua patria. I primi anni
della vita di Bonhoeffer si svolsero sotto la Berlino dellimperatore Guglielmo II. I
genitori erano severi; la loro autorità era tipica, benevola ma rigida,
nellottocento borghese. In quella casa prussiana i bambini avevano la loro camera,
in orario di studio e di giochi stabilito dalla rigida Governante, parlavano il francese e
si rivolgevano ai genitori usando il voi; a tavola sedevano in silenzio e non si
rivolgevano ai genitori che per chiedere o dire qualcosa dimportante. La vita era
monotona, senza lansia e lagitazione dei nostri giorni; un modesto
divertimento, una piccola novità, riempivano le giornate di un ragazzo di allora.
La famiglia Bonhoeffer era una vera comunità, impostata sulla pedagogia e sulle
convenzioni prussiane, ma unita e solidale. Cera unammirazione piena di
rispetto verso i genitori; senso di responsabilità dei genitori ma attenzioni e premure
verso i figli. Uneducazione formata da rispetto reciproco. Uno degli aspetti più
importanti delleducazione ricevuta da Dietrich fu limportanza data alla vita
spirituale.
Allo scoppio della I guerra Mondiale, ha otto anni e vive senza preoccupazioni tra i suoi
giochi e i suoi libri, anche se capisce che qualcosa intorno a lui accade perché dice che
i viveri scarseggiano e parla di soldati. Ricorderà quando suo fratello, due anni dopo,
partì volontario e morì. In casa si era insinuato qualcosa di serio e triste di cui
comprende la gravità.
Tra disoccupazioni e scioperi si preparava unaltra Berlino, quella di Hitler. La
Germania risente della crisi che ha colpito lEuropa dopo la I guerra Mondiale e la
giovane Repubblica di Weimar, nata nel 1919, non risolve i problemi della nazione tedesca.
La costante ascesa del partito nazional-socialista, guidato da Hitler, fu la conseguenza
delle lotte tra partiti politici, sindacati e classi dirigenti. La fine della guerra e la
costituzione della nuova Repubblica avevano rappresentato per la chiesa protestante una
grande svolta. Le chiese protestanti nacquero, al tempo della Riforma, come chiese di
Stato: il principe della zona era anche "vescovo" della comunità religiosa.
La decisione di unire, in Prussia, le chiese luterane e riformate fu imposta dal principe
per motivi politici. In Germania non esisteva una chiesa comprendente tutti i protestanti
del paese ma diverse chiese, quanti erano gli stati tedeschi cioè una trentina.
I protestanti tedeschi si dividevano in due grandi correnti spirituali e teologiche: i
luterani ed i riformati. In molti stati, cioè, esistevano due chiese, quella luterana e
quella riformata, che vivevano in modo non diverso da quella delle confessione evangeliche
in Italia.
La costituzione del 1919 diceva che non esistevano chiese di stato e ogni chiesa doveva
organizzarsi e amministrarsi entro i limiti del diritto comune. Si ricostituirono le
chiese allinterno degli antichi territori che ora si chiamavano Land (provincie).
Ogni chiesa regionale regolò i suoi rapporti con il governo regionale nei modi migliori.
Le chiese evangeliche si adattarono alla nuova situazione politica. Tutti si rendevano
conto che bisognava prendere dei provvedimenti per rimuovere la chiesa e ridarle la sua
antica forza di testimonianza in testa alla nazione tedesca.
Pochi si posero il problema in modo esatto perché non bisognava recuperare il popolo
tedesco alla chiesa ma "riformare" la chiesa. In questo decennio Bonhoeffer
iniziò i suoi studi in teologia. Intuiva che la chiesa deve insegnare non solo a pensare
e a predicare, ma a vivere, deve aiutare gli uomini a prendere delle responsabilità.
Bonhoeffer capisce che qualcosa sta cambiando a Berlino; nelle strade ci sono disoccupati
e giovani in camicia bruna, le squadre delle SA cioè le squadre dassalto naziste, e
i manifestanti in sciopero.
Bonhoeffer accettò di occuparsi dellinsegnamento catechetico in una parrocchia
popolare della periferia berlinese. Il figlio della borghesia in mezzo ai proletari, e
proletari turbolenti, inquieti come quelli berlinesi travolti dalla crisi economica, era
un contrasto che non faceva a meno di colpire.
Questo contatto con i figli del popolo socialcomunista di Berlino fu la spinta per il
desiderio di entrare nelle cose per rendersene partecipe. In un tempo in cui tutto sembra
dominato dal problema della sconfitta militare, e della rivincita, scopre i valori del
pacifismo, della non-violenza, decide di trascorrere alcuni anni con Gandhi; è amico di
stranieri in un paese nazionalista; stima e colloquia con uomini di razze diverse in una
società razzista.
Il 30 gennaio 1933 il maresciallo Hindenburg presidente della Repubblica, conferiva la
carica di cancelliere ad Adolf Hitler, con lincarico di costituire il Governo; si
apriva così la vi a che doveva concludersi con la dittatura nazista.
I nazisti al potere iniziarono una politica di repressione sistematica in tutti i settori
della vita nazionale, colpendo i sindacati, i partiti, e tutti gli uomini di tendenze
moderate e contrarie alla loro posizione. Venne creata la Gestapo cioè la polizia
segreta, nella stato di Prussia ed i primi campi di concentramento per sterminare gli
oppositori al regime. Le autonomie regionali vennero ridotte e il Parlamento perse
importanza. Prima delle elezioni viene incendiato il palazzo del Parlamento di Berlino e
ne vengono incolpati i comunisti. Il Führer nel suo discorso diceva frasi
propagandistiche che dovevano servire a tranquillizzare il clero e gli uomini di chiesa
come "il cristianesimo base di tutta la nostra morale".
Occorreva tranquillizzare le chiese che rappresentavano una forza nella delicata
situazione di quellanno. Il nazismo fu aggressivo ma rispettò le organizzazioni
ecclesiastiche. Rassicurare la chiesa era un primo passo, poi bisognava conquistarle alla
politica nazista. La chiesa cattolica fu immobilizzata con un concordato firmato il 20
luglio tra von Popen e il futuro papa Pio XII.
Il Vaticano pensava di poter mettere le mani sul neo regime di Germania, ma perdette ogni
vantaggio e il suo onore. Le chiese protestanti, invece, non fecero un concordato perché
non cera una chiesa unica. Il nazismo voleva conquistare le chiese dallinterno
e riuscì a far leva sul sentimento nazionale delle masse. Le idee naziste pensavano che
Gesù era luomo perfetto, la vera chiesa era formata da ariani e tutto ciò che era
ebraico era da eliminare, anche dalla Bibbia.
Il "paragrafo ariano" era un progetto di legge sostenuto dai cristiani-tedeschi
con la politica antisemita del nazismo, allo scopo di purificare la chiesa da ogni ebreo.
Hitler, inoltre, voleva riunire tutte le 28 chiese territoriali in una sola, quella
tedesca, "comandata" da un solo vescovo quello imperiale. Il nazismo non aveva
rispetto per le comunità evangeliche che non seguivano ciecamente le sue direttive.
Bonhoeffer andò a Londra e capì che la lotta contro leresia dei cristiani-tedeschi
non era un problema che interessava solo le chiese ecumeniche tedesche ma tutta
lEuropa.
Il vescovo Bell, dal quale andò Bonhoeffer fu convinto da lui stesso della situazione di
grave pericolo in cui si trovavano sia la Germania, che le chiese e gli fornì di
strumenti per dare le sue opinioni e le sue idee; alcuni mass-media intervistarono
Bonhoeffer ma pochi gli diedero ascolto; i conservatori inglesi e francesi finsero di non
vedere; le conseguenze dellintervento di Bonhoeffer, però, si fecero presto
sentire.
Bonhoeffer sosteneva che nessuna chiesa cristiana dovesse dire: "le cose altrui non
mi interessano" perché esiste un legame tra i credenti di tutto il Mondo. Si
instaurò una corrente di opposizione da parte della chiesa confessante contro la chiesa
dei cristiani-tedeschi che appoggiavano il nazismo. Nellaprile 1935, quando tornò
Bonhoeffer, cera una situazione molto tesa: si prevedeva uno scontro tra i nazisti e
la chiesa confessante. Hitler, però, rinunciò alla lotta.
Isolò in posizione di minoranza la chiesa confessante, impedì che il rinnovamento
spirituale trasformasse la chiesa evangelica in una forza di resistenza e opposizione al
nazismo.
Il governo nazista creò attorno alle comunità evangeliche una muraglia di silenzio e di
provvedimenti che le escludeva dalla vita popolare. Il protestantesimo tedesco era fermo
sul terreno delle dottrine, della fede e non aveva saputo mettere in chiaro la posizione
dellevangelo nei confronti delle eresie dei nazisti. Un forte nucleo di pastori fu
però allaltezza del proprio compito e formò dei nuclei di resistenza cristiana
fondati sulla meditazione della scrittura e sulla predicazione fedele dellEvangelo.
Bonhoeffer fu tra questi.
La vita politica del terzo Reich assunse sempre più le somiglianze di una brutale
dittatura dei nazisti. Le torture e le violenze contro gli ebrei divennero sistematiche, i
"sospetti" furono internati nei campi di concentramento, e le poche libertà
rimaste vennero eliminate.
Il nazionalismo nascondeva le violenze, le torture, i soprusi e la corruzione instaurati
dal Regime anche se ogni giorno diventavano più evidenti. Le democrazie europee
guardavano con paura e incredulità le dittature fasciste. Iniziò, per la Chiesa
evangelica, un periodo di persecuzione sistematica. La maggior parte delle chiese si
accontentò di mantenere vive le istituzioni e le proprie attività pensando di salvare il
salvabile sotto una dittatura. Hitler ridusse al silenzio gli oppositori più radicali
della chiesa confessante.
La maggior parte della comunità confessante preferì la sottomissione e la preghiera alla
persecuzione. Nel 1936 Bonhoeffer andò negli Stati Uniti e ritornò in Germania quando la
Polonia viene aggredita. I resistenti non videro i problemi fondamentali, perché si
illudevano di poter restaurare la Repubblica di Weimar, cioè di tornare al passato. Pochi
furono quelli che volevano ribellarsi ognuno faceva il proprio dovere o quello che
riteneva suo dovere, servendo la patria sui fronti Europei. Bonhoeffer rimane legato alla
chiesa confessante; le sue non sono idee personali ma la vita e la predicazione di tutta
la chiesa. Il 5 aprile 1943 Bonhoeffer venne arrestato e portato nel carcere militare di
Berlino. Nessuna accusa è precisa e la sua situazione è come quella di molti cittadini
che popolavano le carceri naziste.
I suoi contatti, la sua attività nella chiesa confessante hanno attirato
lattenzione della Gestapo. I 17 mesi che passerà nel carcere saranno mesi di
meditazione personale; cercherà di comprendere la sua posizione e del suo compito. Mentre
Bonhoeffer aspetta il processo, e spera nella liberazione, un gruppo di cospiratori del
movimento della resistenza compie, il 20 luglio 1944, un attentato a Hitler. Il colpo
fallì e le repressioni e gli arresti si moltiplicarono (cit. pag. 78). Nellottobre
1944 Bonhoeffer venne trasferito nelle carceri della Gestapo; il 3 aprile, molti
prigionieri, lui compreso, vennero portati a Flossenburg, e di lì a Schoenberg. Per un
errore Bonhoeffer non doveva essere portato lì ma doveva essere al suo processo a
Flossenburg.
Si cercò Bonhoeffer dappertutto, quando lo trovarono, le SS lo portarono a Flossenburg.
Lultima testimonianza è quella del medico del campo di Flossenburg dove Bonhoeffer
fu impiccato dai nazisti. Il medico scrisse: "la mattina di quel giorno (9 aprile)
tra le 5 e le 6 i prigionieri furono fatti uscire dalla cella e fu letto latto di
accusa. Dalla porta socchiusa di una cella della baracca, poco prima della consegna della
casacca dei prigionieri, vidi il pastore Bonhoeffer inginocchiato, immerso in
unintensa preghiera con il suo Dio. Il modo di pregare di quelluomo così
simpatico, pieno di abbandono e di fiducia mi fece profonda impressione.
Ai piedi della forca si fermò ancora un breve istante in preghiera, indi salì silenzioso
e risoluto la scala. La morte seguì dopo pochi secondi. Mai nella mia carriera medica,
vidi un uomo morire così sottomesso alla volontà divina."
Sembra, inoltre, da come abbiamo scritto, che Bonhoeffer sia estraneo all'attentato contro
Hitler ed estraneo alle decisioni del SINODO DI BARMEN. In realtà in Germania all'avvento
del Nazismo la chiesa cattolica non è, come in Italia, chiesa di maggioranza. Nel '33
firma un accordo con Hitler sul modello del Concordato italiano del '29. Dopo le
dichiarazioni del Sinodo di Barmen, tenutosi il 3 e 4 gennaio 1934, ed in seguito, dal 29
al 31 maggio, e la Dichiarazione teologica (le sei tesi, che ribadiscono l'autonomia di
chiesa e stato, e, di fatto, il diritto all'opposizione contro il nazismo per motivi di
fede cristiana), si costituì una corrente di pastori e laici decisi a mantenere
fermamente la propria fede in Gesù Cristo, questo gruppo prese il nome di "Chiesa
Confessante". Bonhoeffer scelse di testimoniare accanto ai suoi fratelli della chiesa
confessante che non potevano emigrare e più profondamente ancora decise di essere
partecipe alla triste sorte del suo popolo. (
)
L'impostazione che egli dava così al problema della fede fu unica: nessuno lo seguì,
neppure i più intimi amici, ma egli ebbe coscienza di non tradire il Signore, anzi, di
continuare sulla via del discepolato, nell'obbedienza ad una precisa vocazione. (pag. 66
dell'opera cit.)
Scelse quindi una sua via, pur non dissociandosi dalla chiesa confessante: entrò
direttamente e con piena responsabilità nella Resistenza al regime con uomini militari e
politici.
"Se un giorno mi trovassi nella Kurfurstenstrasse (una delle principali strade nel
centro di Berlino) e mi venisse incontro un pazzo, alla guida di un'automobile, che
investe i passanti, quale sarebbe il mio compito di Pastore? Seppellire i morti e curare i
feriti o cercare di arrestare quel pazzo?" Così rispose Bonhoeffer ad un suo
compagno di prigionia che gli chiedeva perché pur essendo pastore, avesse partecipato
alla Resistenza.
Ilenia Rostaing