LOMBARDINI |
"UN PROTESTANTE NELLA RESISTENZA"
JACOPO LOMBARDINI
di S. Mastrogiovanni
Ed. Claudiana, anno 1985.
Questo libro racconta la vita di un maestro e predicatore protestante:
Jacopo Lombardini, durante la resistenza. Fin da piccolo aveva sempre amato gli altri e
soprattutto la sua numerosa famiglia. Più cresceva e più diventava una persona
altruista. Tra tutti i suoi impegni seguiva sempre i giovani del convitto di Torre Pellice
e con loro sosteneva lunghe discussioni su qualsiasi problema. Riusciva ad entrare nei
loro cuori e loro diventavano per lui dei figli a cui raccontare la Bibbia e la grande
fede che aveva verso Dio. Col passare del tempo restava sempre più difficile per lui
rimanere al convitto, a causa delle dure leggi dittatoriali di Mussolini.
Entrò così a far parte della banda partigiana del Bagnau, dove aveva il compito di fare
il culto e tenere un po allegro il morale altrui ed istruirli. Amava i suoi compagni
come se fossero tutti suoi fratelli, li aiutava, scherzava con loro, divideva cibo, acqua
e casa e purtroppo doveva anche "combattere", ma lo faceva solo incitando gli
altri. Molte volte a causa delle condizioni atmosferiche negative rimanevano tutti al
riparo nel loro chabòt (piccola casa), dove, senza pensare per un po alla guerra,
fumavano, bevevano e in qualche modo cercavano di tenersi allegri. Era duro, però, non
pensare a quello che stava avvenendo alle famiglie, alle fidanzate giù a valle, che erano
in ansia per loro. Dovevano comunicare, andare avanti per la loro strada, avevano guidato
resistenza e avrebbero fatto di tutto per non farsi sottomettere dalla fiamma
nazi-fascista.
Erano ragazzi abbastanza giovani, 17-18-19 anni, cerano anche le eccezioni come, per
esempio, Lombardini che era sulla quarantina. Ognuno aveva un suo particolare lavoro,
dipendente dalle proprie caratteristiche sia fisiche che morali. Cera chi cucinava,
chi faceva la guardia, chi predicava (come Lombardini), chi in assenza di combattenti
cercava un pocome poteva far trascorrere il tempo. Il tempo passava, le stagioni
trascorrevano e così anche lenorme freddo si tramutava in caldo, tutto stava
fiorendo, mille profumi vagavano nellaria e, sperando in qualche resa delle forze
nemiche, la banda del Bagnau continuava la sua lotta per la pace. Intorno al 21-24 marzo
fu effettuato un enorme rastrellamento, che vide larresto di molti partigiani tra
cui Jacopo Lombardini. Gli furono imposte le torture più dure e crudeli, ma da perfetto
credente della Bibbia e della resistenza lui non parlò, non fece mai il nome dei suoi
compagni e delle persone che lavevano aiutato. Era una persona leale e rispettosa
delle sue promesse, quindi non aprì bocca. Per aver combattuto come partigiano fu
ritenuto traditore del "nuovo" stato italiano, quello sotto la guida di
Mussolini, la repubblica di Salò, e fu internato a Mauthausen.
Nel Lager trovò nuovi amici a cui raccontare la parola di Dio.
Questo campo di concentramento era sempre stato rappresentato come un posto dimenticato da
Dio. Molte persone non riuscirono più a capire il vero dal falso, maledicevano tutto,
compreso Dio, per quello che stava succedendo loro.
A Mauthausen, sul muro di una prigione, cera scritto:" Se un Dio esiste mi deve
chiedere perdono", questa frase è una testimonianza del delirio a cui le persone
erano arrivate. Per Lombardini, invece, il suo unico conforto era Dio, la sua immensa fede
gli dava la forza di continuare e di non arrendersi. Le sue parole e la sua persona erano
sempre presenti quando cera bisogno di aiutare. Il suo altruismo faceva sì che
tutti lo amassero e lo ritenessero un salvatore.
Ingiustamente Lombardini fu selezionato e, consapevole della sua fede, fu mandato nelle
camere a gas e successivamente cremato.
La sua morte fu per tutti un duro colpo, soprattutto per tutte quelle persone che aveva
aiutato ininterrottamente.
E uno dei libri più belli e significativi sulla resistenza e sul campo di
concentramento di Mauthausen. Un uomo semplice che aveva il grande dono di dare tanto agli
altri e di guardare meno se stesso. Un giusto e vero esempio per tutti.
Noi, durante il nostro "viaggio nella memoria", abbiamo lasciato uno scritto in
sua memoria, davanti al forno crematorio dove fu cremato. La copia della pagina che
abbiamo lasciato labbiamo inserita in uno dei cartelloni della nostra mostra, in
quello su Mauthausen, con accanto la foto dei forni crematori.
Lara Ribet
A JACOPO LOMBARDINI
( INSEGNANTE E PREDICATORE PROTESTANTE NELLE VALLI VALDESI . - ENTRATO NELLE FORMAZIONI "GIUSTIZIA E LIBERTA'" -, SI SPENSE NEL LAGER DI MAUTHAUSEN IL 25 APRILE 1945).
"... VOI INSEGNANTI ... QUANDO PARLERETE DI JACOPO AI VOSTRI RAGAZZI NON DOVETE DIRE SOLTANTO DELLA SUA VITTORIA SULLE DIFFICOLTA' MATERIALI... (...) DOVRETE DIRE ALTRESI' CHE EGLI NON VOLLE QUESTA ASCESA PER SE STESSO: NON STUDIO',NON SI CIRCONDO' DI LIBRI,NON SCESE NELLA LOTTA POLITICA PER PROCURARE A SE STESSO AGI ED ONORI, MA SOLO PER DARE MEGLIO SE STESSO AI PROPRI FRATELLI E MEGLIO ATTUARE QUEL MAZZINIANO INSEGNAMENTO DEL DOVERE,CHE PER LUI NON COSTITUI' MAI VUOTA FORMULA ORATORIA, MA FU SEMPRE RELIGIOSO CONVINCIMENTO DELL' ANIMO E ISTINTIVO COSTUME QUOTIDIANO. (S.Mastrogiovanni: "un protestante nella resistenza").
"SPARGENDO QUESTO PROFUMO SUL MIO CORPO, L'HA FATTO PER IL
MIO SEPPELLIMENTO.IN VERITA' IO VI DICO CHE DOVUNQUE SARA' PREDICATA LA BUONA NOVELLA ,NEL
MONDO INTERO, SI NARRERA' PURE,IN MEMORIA DI QUESTA DONNA, QUEL CHE ESSA HA FATTO."
( DALL'EVANGELO DI MATTEO,XXVI, 12-13).
"L'AMORE E' PAZIENTE, L'AMORE E' BENIGNO; L'AMORE NON INVIDIA;
L'AMORE NON SI VANTA, NON SI GONFIA; NON SI COMPORTA IN MODO SCONVENIENTE, NON CERCA IL
PROPRIO INTERESSE, NON SI INASPRISCE, NON SOSPETTA IL MALE, NON GODE DELL'INGIUSTIZIA, MA
GIOISCE CON LA VERITA'; SOFFRE OGNI COSA, CREDE OGNI COSA, SOPPORTA OGNI COSA"
"... OR DUNQUE TRE COSE DURANO: FEDE, SPERANZA, AMORE. MA LA PIU' GRANDE DI ESSE E'
L'AMORE."
(I CORINZI, 13)
TUTTI COLORO CHE TI HANNO CONOSCIUTO, STIMATO, AMATO, E ANCHE CHI ANCORA OGGI TI "RICORDA" PUR NON AVENDOTI CONOSCIUTO DI PERSONA.