SVOLGIMENTO |
Relazione su : La Repubblica di Salò.
Autore: Gianni Oliva, studioso di storia militare e della resistenza, insegna
presso la Scuola dApplicazione dArma di Torino. Tra le sue pubblicazioni: La
Resistenza alle porte di Torino, Angeli 1989, I Vinti e i Liberati, 8 settembre 1943-25
aprile 1945, Mondadori 1994 e Storie delle guerre del dopoguerra, Paravia 1997.
Editore: Gruppo Editoriale Giunti Castermann.
Luogo e anno di pubblicazione: Firenze 1997.
Genere letterario: Storico
Trama: Lultimo atto del fascismo nasceva in unatmosfera
scorata, sulla quale pesava la consapevolezza di un destino segnato ormai da tempo. Sin
dallinverno 1940-41, di fronte allemergenza della guerra, il Regime fascista
aveva rivelato la sua fragilità. In questepoca e negli anni successivi le
condizioni di vita degli italiani peggioravano poiché vi era mancanza di viveri e i
massicci bombardamenti non cessavano. Quindi iniziava a crescere un malcontento nei
confronti del regime. Nel marzo 1943 gli operai delle città industriali del nord erano
scesi in sciopero, per la prima volta dallinizio della dittatura fascista.
Ovunque si moltiplicavano le proteste e ovunque si era creato un abisso che non poteva
più essere colmato tra nazione e fascismo.
Di ciò si rendevano conto anche alcuni tra i più alti gerarchi fascisti, componenti del
Gran Consiglio come: Dino Grandi (uomo politico nato a Mordano nel 1895, morto a Bologna
nel 1988, uno dei tanti fondatori del movimento fascista, fu ministro degli Esteri
1929-1932 e ambasciatore a Londra 1932-1939, presidente della camera dei fasci e delle
corporazioni); Bottai; il ministro degli esteri Ciano che non più disposti a sostenere
Mussolini. Questo era un uomo politico, figlio di Alessandro, fabbro e di una maestra ,
Rosa Maltoni; militò sin dalla giovinezza nelle file socialiste divenendo leader della
corrente rivoluzionaria. Nel 1912 assunse la direzione dellAvanti. Espulso dal P.S.I
per la sua propaganda a favore dellentrata in guerra dellItalia del 1914
fondò il popolo dItalia, interventista. Nel 1919 diede vita a Milano ai
Fasci di combattimento, con un programma anticapitalista, anticlericale, antimonarchico ,
unito da un acceso Nazionalismo. Dopo essersi presentato senza successo, alle elezioni
dellottobre 1919, si distaccò dal primitivo programma e, proclamando la necessità
di un regime autoritario, impresse al fascismo il carattere di movimento di restaurazione
dellordine tradizionale, attivamente operato dalle "CAMICIE NERE". Nel
1921 eletto deputato trasformò il suo movimento in partito. Il 28 ottobre 1922 ordinò la
marcia su Roma. Ricevuto lincarico dal Re, Mussolini formò il governo. Assicuratosi
la maggioranza nelle elezioni del 1924 fu coinvolto nella responsabilità
dellassassinio di Matteotti ma, approfittando dellindifferenza della corona e
dellincertezza delle opposizioni, nel gennaio 1925, annunciò la soppressione del
regime liberale e la sua trasformazione in regime fascista. Nel 1929 stipulò con la Santa
Sede i Patti Lateranensi. Lisolamento internazionale dellItalia successivo
alla guerra dEtiopia del 1935 lo portò allalleanza con la Germania nazista,
alleanza consolidatasi nella guerra di Spagna del 1936-1939 e sancita dal patto
dacciaio del 1939. Il 25 luglio del 1943, con la riunione del Gran Consiglio lo
misero in minoranza. Subito dopo, il re, Vittorio Emanuele III, destituì Mussolini e lo
fece arrestare. Il regime fascista era quindi finito, "si reggeva su Mussolini e,
comera prevedibile, era caduto con lui." Il governo venne affidato al
maresciallo Pietro Badoglio. Questi annunciava la continuazione della guerra e intanto
avviava con gli alleati, sbarcati sullisola siciliana il 9 luglio del 1943,
trattative per larmistizio, che venne firmato a Cassibile, in Sicilia, il 3
settembre 1943 e reso noto l8.
La reazione tedesca, fu immediata: le truppe del Reich diedero inizio a rastrellamenti di
soldati, scioperanti, partigiani catturati
che diventavano poi, con la costituzione
della repubblica di Salò, lavoro da trasferire in Germania a servizio del neo-impero.
Il re e Badoglio abbandonarono Roma e si trasferirono nella notte tra l8 e il 9
settembre a Brindisi, ormai area sotto controllo alleato (anglo-americani).
Lesercito italiano era sbandato. Roma cadde in mano tedesca. LItalia era nel
caos e divisa in due parti: centro-nord occupato dai tedeschi e il sud liberato dagli
anglo-americani. Il 12 settembre 1943 Mussolini venne liberato da parte dei tedeschi dalla
prigionia nel Gran Sasso a Campo Felice; sotto la protezione nazista creò un nuovo stato
fascista, la Repubblica Sociale Italiana(RSI), con sede a Salò, sul lago di Garda. In
questa situazione si verificavano i primi episodi di Resistenza contro i tedeschi e le
prime insurrezioni popolari come quella di Napoli (27-30 settembre). Il governo di Salò
costituiva un elemento essenziale dei piani tedeschi, la Repubblica Sociale era stata
concepita e progettata a Berlino esclusivamente in funzione delle proprie esigenze
militari ben prima dellarmistizio dell8 settembre.
Lobiettivo dellamministrazione tedesca era duplice e contraddittorio:
asservire leconomia italiana alle esigenze di guerra germaniche e reclutare
manodopera da impiegare al servizio diretto o indiretto della Germania. Questo, non
lasciava margini di autonomia alla RSI, la quale rientrava nel progetto come strumento per
assicurare compiti di propaganda, di controllo, di repressione interna, di delazione.
Quindi la Repubblica Sociale si adeguava sino in fondo ad operare in funzione del regime
nazista di cui era emanazione e il risultato era che: il neo-stato fascista era un governo
non in grado di governare. Inoltre, si produceva per la macchia bellica nazista: la
maggior parte di ciò che veniva prodotto dallapparato industriale italiano veniva
inviato in Germania. Nel febbraio 1944 partivano 6930 vagoni merci carichi di materiale in
ferro, prodotti chimici, minerari e tessili
e 727 vagoni carichi di beni duso
(biancheria, molle per materassi, articoli in vetro
), e nel marzo i carichi
continuavano ad aumentare.
LAssemblea indetta a Verona per rifondare il Partito Fascista non riuscì a definire
la struttura del nuovo Stato e a prevalere erano gli appelli per un non possibile ritorno
al fascismo delle origini. Due mesi dopo, Ciano, Grandi e gli altri "traditori"
del 25 luglio venivano processati e fucilati.
Il tentativo di ridefinire i rapporti tra capitale e lavoro e di riorganizzare la
struttura amministrativa del nuovo Stato fascista si rivolgeva in un fallimento totale. A
ciò si opponevano le autorità tedesche, perché l8 settembre e la loro occupazione
avevano isolato il fascismo e non potevano essere le promesse di socializzazione a
restituire credibilità allex-Duce e dallaltra parte, gli imprenditori e le
classi lavoratrici scesero in piazza dando il via a moltissimi scioperi e quindi era
impossibile mantenere la pace sociale.
Il regime di Salò disponeva la creazione di una forza armata che doveva vigilare
sullordine interno e contribuire alla difesa sul fronte di guerra, le così note
"truppe repubblichine". Ma il risultato fu la nascita di apparati militari privi
di coordinamento a cui i tedeschi affidarono la repressione della Resistenza Partigiana.
Questultima era un movimento di opposizione politica e di lotta armata contro il
nazifascismo, inteso sia come guerra di liberazione nazionale sia come lotta per la
libertà e la dignità delluomo. I primi esempi di resistenza armata dopo
larmistizio, furono il tentativo popolare e in parte dellesercito di difendere
Roma tra l8 e il 10 settembre, linsurrezione di Napoli tra il 28 settembre e
il 1 ottobre, e altri episodi
La Resistenza vera e propria si venne organizzando
nelle regioni centro nord, non ancora liberate dalle forze anglo americane,
con la costituzione dei primi nuclei partigiani e del Comitato di Liberazione Nazionale
Alta Italia (CLNAI), che nel gennaio 1944 assunse i poteri di governo straordinario del
settentrione. Nella primavera 1944, il movimento di resistenza armata assunse una
struttura più organica: le diverse bande, agenti sino ad allora in maniera autonoma e
scoordinata, diedero vita a formazioni più vaste, brigate e divisioni, con la
costituzione di una gerarchia militare e la formazione del Corpo Volontari della Libertà
(CVL), pur mantenendo le differenziazioni ideologiche originarie (formazioni partigiane
socialcomuniste: le brigate Garibaldi e Matteotti, le brigate Giustizia e Libertà, legate
al Partito dazione; cattoliche). Nel giugno 1944 gli alleati entravano a Roma, la
guerra partigiana era estesa a tutto il Nord del Paese, le città erano al limite della
paralisi e le condizioni di vita degli italiani erano a livelli di guardia:
nellautunno-inverno 1944 le regole della Tessera del Fascio imponevano che un chilo
di riso, due di pasta e mezzo litro di olio dovessero bastare per un mese; la razione di
carne, era di 600 grammi mensili, quella del pane scendeva a 100 grammi al giorno. In
tutte le famiglie si consumavano surrogati ("Frappeina",
"Ovocrema","Limonina"), mentre lo sciacallaggio degli accaparratori
prosperava divorando il risparmi di una vita: un chilo di pane costava 5 lire con la
tessera, sino a 70 lire al mercato nero, lo zucchero rispettivamente 35 e 400, e per un
paio di scarpe non bastavano 2000 lire.
Il 16 ottobre 1943, con la complicità della polizia italiana, le truppe tedesche
sequestrarono 1259 persone nel ghetto ebraico di Roma; di queste, poco più di 200 vennero
rilasciate perché non ebree o figli di matrimoni misti. I restanti 1022 furono deportati
ad Auschwitz Birkenau: 839 non superarono la selezione e furono destinate alle
camere a gas, solo 17 di loro sopravvissero. Da quel momento la Repubblica Sociale
collaborava attivamente, sul piano organizzativo e ideologico, al programma nazista di
sterminio degli ebrei. In effetti furono creati campi di concentramento anche in Italia,
come quello di Fossoli in provincia di Modena, inaugurato il 5 dicembre del 1943.
Intanto loffensiva alleata era iniziata ai primi di aprile del 1945.
Il 17 aprile veniva sfondata la linea Gotica, gli angloamericani si riversavano nella
Pianura Padana.
Contemporaneamente scoppiava la grande insurrezione armata organizzata dal CLNAI. Le
grandi città del nord erano state liberate dai partigiani, Mussolini, veniva bloccato il
27 aprile a Dongo, mentre fuggiva verso la Svizzera, e fucilato il giorno seguente. Il 29
il cadavere di Mussolini e della Petacci, la sua amante, venivano trasportati a Milano ed
esposti alla vista di tutti nel piazzale Loreto; appesi per i piedi al tetto di un
distributore, i corpi ormai privi di vita penzolarono per tutta la giornata, di fronte a
una folla tumultuante.
Intanto le truppe tedesche in Italia si arrendevano definitivamente il 2 maggio.
Si chiudeva così un altro capitolo della storia: il fascismo repubblicano, su cui gravava
la responsabilità storica e morale di aver scatenato la guerra civile, si sottraeva a
qualsiasi possibilità di revisione postuma.
Valentina Laggiard
I partigiani sfilano dopo la liberazione
CLICCA
SULL'IMMAGINE PER AVERE UNA VISIONE INGRANDITA
RIFUGI ANTIAEREI
"La prima incursione degli aerei alleati in Piemonte fu a Torino,
il 13-7-44 e l'ultimo il 22-4-45.
Gli anglo-americani bombardavano prevalentemente le fabbriche che producevano armi o
materiali bellici perchè i tedeschi non potessero usufruirne. In Piemonte, una di queste
era la RIV di Villar Perosa; questa fabbrica fu bombardata alle ore 11: 45 del mattino del
3-1-44. Gli operai della RIV si stavano recando alla mensa quando suonò l'allarme; era
arrivata una telefonata da Genova che avvertiva l'arrivo di alcuni bombardieri partiti da
Foggia; la popolazione di Villar e gli operai andarono nei rifugi antiaerei.
Dopo qualche minuto a Villar giunsero 52 fortezze volanti B 17 scortati dai P 38.
I bombardieri volavano ad una quota di 8000 m. per non farsi colpire dalla contraerea
tedesca.
I "nemici" scaricarono 312 bombe da 500 libbre che equivalgono a 217 KG l' una,
e 100 spezzoni incendiari. Tutti i dipendenti e parte dei civili erano nei rifugi.
L' incursione durò 7 interminabili minuti.Ci fu un bombardamento a tappeto: 60 bombe
colpirono e distrussero le officine, le restanti il paese. A incursione finita iniziarono
a uscire dai rifugi; ai primi si presenta uno spettacolo indescrivibile: lo stabilimento
di Villar non esiste più, nell' aria un enorme polverone impedisce la vista del disastro.
Nessun morto, nessun ferito, tutti avevano trovato rifugio nelle gallerie questa volta
avevano fatto tesoro degli avvertimenti di radio-Londra.
Indenne anche joge, il mendicante Giuseppe Ribet di Porte, che sorpreso dalle bombe aveva
trovato riparo a fianco della statua dell' Alpino, proprio di fronte allo
stabilimento".( Da "Villar Perosa e la guerra").
( Elisabetta-Valentina-Simone-Andrea-Michela-Alex-Marco-Davide)
CLICCA SULLE IMMAGINI PER AVERE UNA VISIONE INGRANDITA

Progetto dei rifugi di Perosa Arg.
Interno dei rifugi di Villar Perosa
Del bombardamento aereo-Americano a Villar Perosa del lunedì 3\1\1944
si è già detto molto, ma noi lo riprendiamo per spiegare l' importanza dei rifugi
antiaerei.
Durante quel bombardamento, infatti non ci fu una sola vittima, sia tra i dipendenti dello
stabilimento RIV che tra la popolazione civile.
Grazie ai sicuri ricoveri in galleria, "i rifugi" , la gente si salvò.
A Perosa Argentina c'erano due fabbriche: il Cotonificio Val Susa e la Gütermann che
producevano seta e cotone: materiali che servivano anche per costruire i paracadute. Per
paura che venissero bombardati questi due edifici la popolazione richiese insistentemente
un ricovero pubblico ( rifugio antiaereo) e così sul finire del 1943 e nel 1944 ne fu
costruito uno. I lavori erano stati affidati alla ditta S.A. Gütermann di Perosa Arg. e
costarono la cifra di £ 459.037.Le sirene d'allarme aereo avvertivano la popolazione e
gli operai che fuggivano immediatamente nei rifugi. Il ricovero antiaereo doveva
contenere, per legge, un'area di un metro cubo per ogni due occupanti, un'altezza non
inferiore ai due metri; si doveva collocare una tabella in cui c'era scritto il numero
delle persone contenute nel rifugio; acqua, pale e picconi, erano per il pronto
intervento, torce, panche per sedersi, sabbia, viveri, guarnizioni di gomma per le
chiusure ermetiche, stracci unti, argilla e mastice per turare fessure e screpolature nel
caso fossero state sganciate bombe con gas tossici. Il rifugio doveva essere sicuro ed
avere efficienti prese d'aria per garantire i ricambi necessari alla respirazione, doveva
avere doppia uscita, servizi igienici ed attrezzi per demolire e sgomberare il materiale
in caso di crollo.
I Rifugi pubblici venivano utilizzati dalle persone che, al momento dell' allarme, si
trovavano nelle vicinanze. Quelli collettivi erano quelli degli stabilimenti inerenti a
luoghi pubblici, mentre quelli privati erano annessi alle abitazioni private.
Il cotonificio Valle Susa, ora Manifattura di Perosa, aveva costruito il Rifugio del Parco
Gay, ancora esistente, nell' anno 1941, sfruttando una galleria che attraversava la strada
principale. Questo rifugio serviva da protezione ai capi-squadra addetti allo sfollamento
dello stabilimento in caso di allarme, che veniva segnalato con le sirene sia interne che
esterne alla fabbrica.
Un altro rifugio era stato costruito dal Cotonificio in località Gravere. Aveva quattro
entrate, era lungo circa 250 metri, largo 1,30 metri alto 2 metri e poteva contenere 400
persone.Tale rifugio non esiste più, d'altronde non era quasi mai stato usato perchè di
legno e poco sicuro. Al suo posto è stata costruita la piazza 1° maggio.
(Ilenia-Giordana-Lara-Stefania-Valentina-Cinzia-Daniela-Fabrizio-Luca)