LIBERTA
Possibilità delluomo di pensare e determinarsi da se stesso a
una cosa piuttosto che a unaltra e di agire conseguentemente, secondo la propria
volontà e la propria ragione.
Educare alla "libertà nella libertà" vuol dire appunto formare individui che
possano pensare e agire senza lintervento continuo di unautorità o di una
guida, senza preconcetti nè pregiudizi.
"La libertà personale è inviolabile".
" Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola,
lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione." (Artt. 13 e 21 della COSTITUZIONE della
REPUBBLICA ITALIANA).
LIBERTA MORALE: "sicura conoscenza di ciò che è lecito e di ciò che non lo
è, per cui lindividuo agisce secondo la morale, tenendo presente che questa non
consiste solo nel non fare il male,ma anche e soprattutto nel fare il bene."
LIBERTA DEL FANCIULLO: libertà lasciata al fanciullo "perchè le sue spontanee
aspirazioni al sapere, allazione, allespressione artistica possano
realizzarsi. Questa libertà non è, intendiamoci bene, soltanto assenza di obblighi, ma
è facoltà data al fanciullo di svilupparsi in misura uguale alla sua crescita interiore
in un ambiente stimolante di giuochi e di libri, di aria aperta e di laboratorio, ove il
maestro occupa un posto essenziale." ( R. Dottrens).
Furono i filosofi illuministi del 1700 ad affermare per primi i principi fondamentali che
sono alla base della DEMOCRAZIA moderna : le LIBERTA INVIOLABILI di ciascun
individuo e quindi lUGUAGLIANZA di tutti i cittadini davanti alla Legge. Per
affermare questi principi scoppiò la Rivoluzione Francese, dopo la quale altri popoli
fecero proprie le idee democratiche e lottarono per conquistare la LIBERTA, cioè il
DIRITTO di scegliere liberamente chi li doveva governare e come.
Nella Scuola è il principio che rifiuta lobbligatorietà di un
insegnamento religioso, tanto più se confessionale.
SCUOLA LAICA : quella che astrae dalle questioni religiose,non appartenente a ordini
religiosi.
Il principio della Laicità separa le libertà individuali, e le protegge, per cui ogni
cittadino può professare la propria religione nella propria chiesa, ed il proprio credo
politico nei partiti, liberamente; mentre lo Stato deve pensare esclusivamente ad
uneducazione oggettiva, non soggetta a religioni o credi politici.
Laicità e LIBERTA' sono due dei cardini della moderna DEMOCRAZIA.
E lindirizzo secondo il quale lopera EDUCATIVA mira a
promuovere lattività spontanea del ragazzo, attraverso i suoi interessi, i suoi
bisogni, le sue tendenze, limitando gli interventi esterni a quelli ritenuti strettamente
indispensabili. Linsegnamento è considerato come un processo formativo più che
informativo, e asseconda i bisogni e le tendenze del fanciullo, lasciandolo libero di
pensare e agire. Col metodo attivo gli educatori sono ispiratori di idee, stimolatori di
attività, consiglieri e guide affettuose che illuminano e sorreggono. Metodo attivo è
quello che consente "al fanciullo di vedere, di toccare, di sentire, di manipolare,
di costruire, di muoversi e cioè di mettere in atto il suo prepotente bisogno di agire
nella linea del suo interesse, che muove dal dentro ed è interiore prima di
esteriorizzarsi materialmente." (C.Cottone).
Il metodo attivo "applica al ragazzo le leggi della PSICOLOGIA e ha come fine
la conservazione e laccrescimento delle energie utili e costruttive
dellindividuo per farne una personalità autonoma e responsabile" (M. Rassek).
Scuola Attiva è dunque quella in cui lalunno esplica la sua attività liberamente,
partecipando spontaneamente al proprio processo formativo, e linsegnante adegua la
sua attività educativa alle possibilità, ai bisogni, alle attitudini degli alunni.
Scuola attiva è quella fondata "sul bisogno e sullinteresse derivante dal
bisogno" ( E. Claparède)
"Fondamento basilare della scuola attiva sono lo slancio vitale del fanciullo e la
sua attività spontanea."( A. Ferrière).
Il suo opposto è la Scuola TRADIZIONALISTA in cui , seguendo schemi PEDAGOGICI e metodi
didattici ormai superati, si basa tutto sulla parola dominante del maestro.
Azione educativa svolta da un individuo su un altro, da
unIstituzione su un gruppo di individui. E unopera di stimolo, di guida,
di vigilanza che, nella famiglia prima, nella scuola poi, accompagna e sorregge lo
sviluppo PSICO-FISICO delluomo, nelletà evolutiva.
"Sviluppo nelluomo di tutta la perfezione che comporta la sua natura." (
E. Kant).
"Educazione non è la preparazione alla vita, è la vita stessa." ( J.Dewey).
"Fino a ROUSSEAU leducazione consiste nel preparare il ragazzo a divenire
adulto; con ROUSSEAU leducazione consiste nellimpedirgli di diventare (troppo
presto) adulto... Ne consegue che il ruolo delleducatore è del tutto diverso : non
è più lautore delleducazione, ma il testimone e il protettore." ( R.
Cousinet).
"Ogni uomo ha diritto alleducazione. Leducazione deve essere gratuita,
almeno per quanto si riferisce allistruzione elementare, e di base.
Listruzione elementare è obbligatoria. Listruzione tecnica e professionale
deve essere generalizzata : laccesso agli STUDI SUPERIORI (per levoluzione
scolastica V. ISTITUTI SECONDARI VALLI VALDESI), deve essere aperto egualmente a
tutti, secondo il loro merito.
Leducazione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e a consolidare
il rispetto ai diritti delluomo e delle LIBERTA' fondamentali. Essa deve
favorire la comprensione, la tolleranza, e lamicizia tra tutte le nazioni e tutti i
gruppi razziali e religiosi, e lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per
mantenere la pace.
I genitori hanno per primi il diritto di scegliere il genere di educazione che vogliono
dare ai loro figliuoli." (dalla DICHIARAZIONE UNIVERSALE dei DIRITTI DELLUOMO,
ART. 26).
Scienza che studia la psiche, i processi mentali di un individuo , i
comportamenti, il pensiero, i sentimenti ecc..., nelle sue varie e molteplici
manifestazioni, e le cause che determinano queste manifestazioni negli esseri viventi.
"Scienza dellesperienza e del comportamento , perchè esperienza e
comportamento sono ciò che lo psicologo studia in realtà" ( R.M. Goldenson).
PSICOPEDAGOGIA : "Scienza che descrive e spiega i cambiamenti che si producono negli
individui nel corso del loro sviluppo, dalla nascita alla maturità. Essa si occupa delle
condizioni che favoriscono o ritardano questo sviluppo e, come risultato di questo studio,
formula certi principi utili per lorganizzazione e lamministrazione delle
scuole."(C.H. Judd).
Complesso movimento di RINASCITA letteraria ed artistica, basato sullo
studio delle antiche civiltà greca e latina, ritenuto efficace mezzo di elevazione
dellumanità.
Iniziato in Italia verso la metà del sec. XIV, si diffuse nei secoli XV e XVI in tutta
lEuropa, centrale e occidentale.
"LUmanesimo fu un movimento verso la vita terrena e mondana, contro lidea
trascendente e ascetica, e il suo abbraccio alla cultura greca e romana aveva codesto
intrinseco e pregnante significato." ( B. Croce).
UMANESIMO PEDAGOGICO : indirizzo PEDAGOGICO tendente a dare nelle scuole un posto
preminente alle discipline cosiddette umanistiche ( filosofia, storia, lingue e
letterature classiche) considerate necessarie allEDUCAZIONE dellanimo
umano.
Riforma scolastica del 1923, che prese il nome da Giovanni Gentile, e che, per la scuola elementare, è dovuta a Giuseppe Lombardo Radice. Essa portò un rinnovamento di principi e di metodi: furono mutate le strutture e lordinamento, lindirizzo e il fine della scuola italiana, che si adeguò alla concezione idealistica e UMANISTICA della formazione spirituale delluomo.
Il POSITIVISMO filosofico è una dottrina diffusasi nella seconda metà
del sec. XIX , che riconosce solo ciò che proviene ed è provato dalle scienze positive,
solo ciò che è accertato e accertabile per mezzo dellESPERIENZA.
Il positivismo PEDAGOGICO è la dottrina secondo la quale lEDUCAZIONE è
apprendimento di abilità e di abitudini, con un indirizzo prevalentemente psicologico e
sociologico. Il metodo è quello sperimentale.
In parecchi hanno sostenuto che scopo delleducazione era proprio la creazione di
abitudini, senzaltro buone, capaci di determinare le scelte future
delleducando. Il successo educativo era intravisto nella LIBERTA così
acquisita, di scegliere il bene. Il bene, però, era inculcato attraverso il processo
delle abitudini, e coincideva con la nozione di bene propria del maestro.
La scelta diveniva quindi una scelta automatica che, in fin dei conti, costituiva la sola
possibilità offerta al ragazzo.
Si potrebbe affermare, in altre parole, che la schiavitù ai principi inculcati era tale
da assumere solo una finzione di libertà. In questa concezione pedagogica il bene viene
ad essere stabilito " a priori", e può coincidere con il contenuto
dellinsegnamento ecclesiastico, con le direttive dello Stato, con leredità
culturale, ecc...
E la scienza e larte dellEDUCAZIONE, si appoggia ad
altre scienze come la filosofia, la psicologia, la sociologia, la teologia.
La pedagogia ATTIVA si ispira al pensiero dei suoi fondatori: Dewey e Decroly, e
sostituisce nelleducazione il verbalismo e il nozionismo con lattivismo
tenendo conto delle differenze individuali degli alunni.
Il PEDAGOGISMO è un atteggiamento particolare della pedagogia del sec. XIX che
"considerò la preparazione pedagogica come unistruzione professionale,
nettamente contrapposta alla cultura generale. Era convinzione comune che esistono metodi
tecnici dINSEGNAMENTO e dEDUCAZIONE, il cui possesso basta a fare il buon
maestro e il buon educatore. Compito della pedagogia è ricercarli e insegnarli. La
preparazione del maestro così fu concepita soprattutto come apprendimento tecnico del
mestiere." ( S.Hessen).
La democrazia, sistema chiamato anche STATO DI DIRITTO, è una
conquista graduale, un processo che ha una lunga storia e si realizza in forme e modi
diversi nel tempo e nello spazio.
DEMOCRAZIA è una parola che ha origine antica : in greco DEMOS significa POPOLO e KRATOS
POTERE; DEMOCRAZIA dunque significa POTERE DEL POPOLO. Ma molto diverso fu il modo in cui
nellantica Grecia il popolo esercitò il suo potere da quello in cui lo si esercita
nei moderni sistemi democratici.
Questi ultimi nacquero in Europa e in America, nel corso di dure lotte, durate dalla fine
del Settecento a gran parte dellOttocento.
"Oggi, nonostante le difficoltà e i problemi ancora esistenti, la democrazia si è
molto estesa. Soprattutto nei paesi occidentali, europei e nordamericani. Per fortuna non
solo, molti paesi sudamericani , asiatici, in gran parte africani, sono oggi guidati da
regimi democratici, anche se si tratta spesso di democrazie di recente affermazione a
volte ancora fragili, quasi sempre diverse, come è giusto che sia." (Ant. Gulliver,
vol. 3 pag. 297).
La democrazia è una conquista che ha migliorato il modo di vivere degli uomini ma che è
sempre perfettibile.
Allinterno della democrazia troviamo molti valori, tra questi :
DIRITTI: Occorre conoscere i propri, ma soprattutto rispettare quelli degli altri.
IMPEGNO: impegnarsi per sè, per gli altri, per la società : un dovere , ma anche una
conquista.
MEMORIA: come coscienza storica di un patrimonio di valori da trasmettere alle nuove
generazioni.
Tra i più tipici caratteri del sistema democratico troviamo la DIVISIONE DEI POTERI. Se
democrazia è governo del popolo, ciò significa che nel popolo è la sede del potere e
che attraverso libere elezioni esso esprime i propri rappresentanti. Ma affichè questi
rappresentanti non accumulino troppo potere, esso viene DIVISO nel potere di fare le Leggi
(LEGISLATIVO); nel potere di fare eseguire le Leggi (ESECUTIVO); e nel potere di
perseguire coloro che non rispettano le Leggi e di punirli (GIUDIZIARIO); ciascun POTERE
è AUTONOMO e INDIPENDENTE dagli altri.
"POTERE LEGISLATIVO: la parola deriva dallunione di due parole latine: LEGIS =
della Legge e LATUS = voce di un verbo che significa portare. "Etimologicamente
dunque la parola significa qualcosa che concerne il preparare, il fare le leggi. " (
Ant. Gulliver,3). Il POTERE LEGISLATIVO è quindi quello di fare le Leggi. Nel sistema
DEMOCRATICO appartiene al PARLAMENTO, dove siedono i rappresentanti eletti dai cittadini.
POTERE ESECUTIVO: Dal latino EXEQUI, eseguire. "E quello di operare per
realizzare ciò che serve alla collettività, di prendere i provvedimenti necessari."
(cit.) Nello Stato democratico questa funzione è esercitata dal GOVERNO. (Ant. Gulliver,
3 pag. 300).
POTERE GIUDIZIARIO: la radice deriva dalla parola latina JUS, diritto. Dalla stessa radice
derivano parole come GIUDICE, GIUDICARE, GIUDIZIO, GIUSTIZIA. E il potere che i
GIUDICI hanno di decidere se un cittadino è colpevole o meno rispetto al DIRITTO, cioè
allINSIEME di norme, di Leggi che regolano i rapporti sociali. Questo POTERE spetta
alla MAGISTRATURA, cioè allinsieme dei MAGISTRATI o GIUDICI.
Vi sono alcuni aspetti fondamentali nella vita DEMOCRATICA di un Paese, per esempio nel
comportamento politico si deve permettere il " libero gioco" tra MAGGIORANZA e
OPPOSIZIONE, tra Istituzioni con poteri diversi, fra gruppi con interessi opposti. I
grandi ideali rimangono però la TOLLERANZA, la NON VIOLENZA e la FRATERNITA.
Non esiste un concetto di DEMOCRAZIA uguale per tutti i Paesi del mondo : i principi di
base su cui la democrazia si fonda dipendono dalle diverse tradizioni culturali dei popoli
e dei continenti.
Il nostro sistema "di tradizione euro-americana privilegia i DIRITTI fondamentali
degli INDIVIDUI; mentre nella cultura e nella mentalità asiatiche, per esempio, al primo
posto sta il BENE COMUNE. Possono quindi dirsi democratici anche stati in cui non tutti i
cittadini hanno diritto al voto, ma in cui si operi per lo sviluppo culturale ed economico
di tutti." ( cit.).
"Nellevoluzione culturale, possiamo dire che MONTESQUIEU , ILLUMINISTA, vede
proprio nel diritto la legge uguale per tutti, la regola tra i rapporti dei cittadini, a
differenza di quanto avveniva nella MONARCHIA ASSOLUTA. In questo sistema il sovrano non
era uguale ai suoi sudditi, non aveva sopra di sè una legge alla quale dover ubbidire:
poteva agire secondo il proprio arbitrio, poteva decidere liberamente, senza vincoli di
legge. Lo STATO DI DIRITTO si basa invece sul principio che tutti i cittadini devono
ubbidire in uguale misura alla legge. Questa uguaglianza è garantita dalla DIVISIONE DEI
POTERI, che è il cardine fondamentale del sistema democratico. Se i tre poteri
fondamentali sono divisi e indipendenti luno dallaltro, nessuno può
accentrare in sè tutto il potere e sottrarsi alla legge, ma deve sempre sottostare agli
altri due.
Nel PRESENTE gli elementi fondamentali della democrazia sono lesistenza di regole
rispettate da tutti, il principio della maggioranza, il principio della piena libertà di
chi sceglie questi o quei RAPPRESENTANTI in PARLAMENTO, questo o quel PARTITO. Sono
principi attualissimi che proseguono dallanalisi di Montesquieu, fino ad oggi, dove,
per esempio in Italia, è in corso un acceso dibattito politico su nuove forme da dare
allo Stato, su nuove regole da stabilire, nel rispetto dei principi di fondo, sulle uguali
opportunità di accesso allinformazione politica che tutti devono avere (cit. pag.
308), comprese le MINORANZE."