Sugli ex-voto del Colletto
UNA PROPOSTA DI LETTURA IN CHIAVE SOCIO-ANTROPOLOGICA
di Danilo Careglio
Il 1991 rappresenta una stagione importante dal punto di vista del patrimonio artistico e culturale pinerolese.
In particolare, il Santuario della Beata Vergine del Monte Carmelo, comunemente chiamato "Colletto", ha restituito alla luce un intero corpus di tavolette votive dipinte di straordinario valore artistico e storico-antropologico.
Linteresse della comunità scientifica e religiosa verso questi 157 oggetti di arte e devozione, uniti ad altre 39 tavolette ritrovate in sacrestia e di più recente datazione, si è rivelato subito molto intenso, tanto da originare tesi di laurea di carattere storico e, nel 1994, una splendida mostra, nella quale lesposizione delle prime 100 tavolette restaurate, ha contribuito a portare a conoscenza della cittadinanza e del vasto pubblico la bellezza artistica di questi dipinti.
In questo contesto, è nato il mio interesse verso questi ex voto, focalizzato nel tentativo di fornire, accanto alle informazioni di carattere storico e artistico, alcuni dati a suffragio di una lettura del fenomeno delle tavolette votive, in chiave socio-antropologica. A questo proposito, ho scelto di dedicare un capitolo della mia tesi di laurea a questa ricerca sugli ex voto del Colletto, al fine di ottenere dati precisi e confrontabili con quelli della popolazione di tavolette votive piemontesi, pazientemente raccolti dal Prof. Renato Grimaldi, docente in Tecniche per la ricerca sociale presso lUniversità di Torino, e mio relatore. Lapproccio è quello di considerare la tavoletta votiva da diversi punti di vista, fino a giungere ad unanalisi, quanto più possibile, profonda degli attori sociali coinvolti nella vicenda, al fine di tentare di comprendere le motivazioni intrinseche, le ansie ed i comportamenti che hanno generato la pratica votiva in quello specifico luogo. La tecnica utilizzata è stata la schedatura tramite un DATA-BASE chiamato Asclepio, in grado di schedare, attraverso semplici risposte affermative o negative a domande pre-costituite, vari aspetti dei singoli attori sociali coinvolti (attore richiedente e miracolato), luoghi, situazioni e informazioni di ordine pratico (tecniche, materiali, ecc...). Successivamente, i dati raccolti sono stati elaborati con un pacchetto statistico SPSS (Statistical Package for Social Sciences), il quale ha generato ulteriori dati, sui quali formulare delle ipotesi. Tali ipotesi ed i risultati emersi, sono poi stati confrontati con i risultati ottenuti dal Prof. Grimaldi, attraverso lanalisi delle circa seimila tavolette votive schedate sul territorio piemontese, per evidenziare somiglianze e differenze eventuali. Nel caso specifico della mia tesi di laurea, ho anche utilizzato venti ex voto del Colletto, allo scopo di inserirle nel più vasto campione di tavolette raccolte da Grimaldi, recanti nella raffigurazione strumenti da lavoro, oggetto queste dellanalisi intrapresa nel capitolo secondo del mio lavoro, al fine di fornire un ulteriore contributo, ancora più datato, sugli attrezzi da lavoro (in particolare contadino) dellarea piemontese.
Tali confronti hanno evidenziato, innanzitutto, lassoluta importanza del corpus votivo ritrovato in riferimento alla datazione delle tavolette, in gran parte del XVII secolo. Limportanza del dato si evidenzia dal confronto con le tavolette raccolte e schedate da Grimaldi, il quale ha affermato che la maggior parte degli ex voto piemontesi sono inseribili nellarco temporale 1850-1950.
Dal punto di vista morfologico, lanalisi evidenzia una sostanziale somiglianza tra il campione del Colletto e la popolazione di tavolette piemontesi. Le percentuali infatti ci descrivono un ex voto nel quale il santo di riferimento è la Madonna del Colletto; la grazia è richiesta principalmente per fenomeni di malattia, anche se compare una percentuale consistente di individui oranti. Questi due dati possono trovare ulteriore spiegazione da informazioni fornitemi da don Lorenzo Rivoiro, custode morale e materiale dei "Tesori" del Colletto. Egli infatti mi ha spiegato che molti ex voto classificati di malattia o oranti, possono essere considerati espressioni di timore legati ai timori della gravidanza, lettura questa, in completa sintonia con la tradizione devozionale passata del santuario, che vedeva la Madonna del Colletto come figura sacra particolarmente utile nei problemi di fecondità e di puerperio. Tuttavia, in molti casi, il sesso del miracolato è in maggioranza maschile, raffigurato in stato di malattia e di età adulta. La classe sociale è da ritenersi superiore ed egli è raffigurato in famiglia; il referente minacciato è il corpo e lo scopo ultimo la sopravvivenza. In molti casi, richiedente e miracolato coincidono. Dal punto di vista tecnico, le tavolette ritrovate sono, per la maggior parte, dipinte a tempera su cartone.
Come già precedentemente affermato, questi risultati sono molto simili a quelli ottenuti dal prof. Grimaldi. Essendo il tempo la variabile indipendente più importante, nonostante alcune voci possano manifestare, in certi periodi, una maggiore incidenza, è possibile affermare che le vicende, le motivazioni, gli stati danimo che hanno indotto gli individui alla pratica dellofferta votiva, non sono sostanzialmente cambiate dal XVII secolo alla prima metà del XX secolo. La presenza, nelle tavolette del Colletto, di molti ex voto di malattia o puerperio, è perfettamente coerente con le immagini di timore di una società, nella quale solo più tardi la scienza medica farà sentire i benefici dei suoi progressi. La figura maschile è predominante tra gli attori coinvolti negli ex voto, sia nella figura di richiedente che di miracolato, poiché spesso esse coincidono.
La più importante differenza riscontrata tra i due campioni, concerne la classe sociale degli attori sociali. Infatti, gli ex voto del Colletto evidenziano una elevata presenza di attori provenienti da classi sociali superiori, spesso nobiliari. Ancora una volta, questo dato sinserisce in modo coerente con la storia santuariale del luogo di ritrovamento, essendo esso punto di riferimento devozionale, in particolare, per alcune famiglie nobili della zona e non, come si evince dalla cronologia storica del santuario. Questo dato però, può anche essere interpretato come segno del fatto che, un tempo, la pratica votiva poteva essere, forse per motivi economici o di prestigio, una prerogativa delle classi agiate, e che con il trascorrere dei secoli essa abbia subito una progressiva democratizzazione, fino a farla diventare una caratteristica del patrimonio devozionale, materiale e simbolico, delle classi subalterne, come testimoniano i dipinti analizzati dal prof. Grimaldi. Le cause di questo possono essere molteplici, tuttavia due di esse potrebbero essere ritenute maggiormente incisive; i miglioramenti delligiene e della medicina, che hanno determinato la possibilità, soprattutto per le classi superiori, di accedere a cure e forme di prevenzione non estendibili alle classi popolari, migliorando le loro prospettive di vita e spostando quelle che prima erano fonti di timori e preoccupazioni indistinte tra le classi sociali, verso i settori meno abbienti della società che , quindi, sono diventati maggiori richiedenti di grazie, per questi motivi.
Altro plausibile motivo, potrebbe essere lestensione di tipo interclassista di un avvenimento molto diffuso e grande generatore di drammi: la guerra.
Essa infatti, nei secoli addietro, era una pratica pressoché riservata alle classi nobiliari, che partecipavano attivamente ai conflitti, facendo pagare alle popolazioni civili il peso di conquiste e saccheggi. Negli ultimi secoli, anche questa pratica è diventata più popolare, portando la gente semplice a morire nei campi di battaglia, e nobili ed aristocratici a decidere i conflitti a tavolino. Molti sono, infatti, gli ex voto di guerra nel periodo che va dal 1850 al 1950, richiesti da soldati scampati a battaglie, quasi sempre reclutati tra le classi subalterne.
In ultimo, in generale, una maggiore economicità dei materiali e della fabbricazione delle tavolette, ha senza dubbio favorito la diffusione popolare di queste richieste di grazia, contribuendo anche al diffondersi ed affermarsi di botteghe di pittori nel settore.